Keiji Haino – 黑的意义 The Meaning of Blackness […]

Old Heaven Books, 2020
experimental, noise, free impro

(ENGLISH TEXT BELOW)

In un’epoca in cui l’avanguardia e la sperimentazione sembrano insiemi di propaggini caotiche, miriadi di discepoli e pochi veri maestri, Keiji Haino si mantiene un fulcro costante e incrollabile, benché itinerante tra numerosi progetti e collaborazioni ad ampio raggio. Anche i sempre più frequenti interventi in situazioni collettive, d’altronde, finiscono sempre per diventare qualcosa di essenzialmente suo, affiancato puntualmente da comprimari di tutto rispetto – tra i più recenti e meritevoli bisogna menzionare i SUMAC di Aaron Turner, il collettivo free-jazz Konstrukt e la consolidata triade con Jim O’Rourke e Oren Ambarchi.
Mancava invece da qualche tempo l’Haino “solitario”, pienamente autoriferito come nei leggendari esordi degli anni 80: pur trattandosi di una registrazione live, The Meaning of Blackness è considerata dal suo autore come un’opera compiuta e a sé stante, ribadendo che anche una performance – più o meno improvvisata che sia – è a pieno titolo un atto volontario di composizione.

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Weekly Recs | 2020/16

Kim Myhr – Vesper (Hubro, 2020)

Sylvain Chauveau – Life Without Machines (FLAU, 2020)

Oscillatorial Binnage – Agitations: Post​-​Electronic Sounds (Sub Rosa, 2020)

SEC_ & Tricatiempo – La Tana (Subincision, 2020)

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Weekly Recs | 2020/12

Stian Westerhus – Redundance (House of Mythology, 2020)

Jeremiah Cymerman – Cathedral (self-released, 2020)

♢ [vv.aa] Hodokeru Mimi (901 Editions, 2019/20)

Jordane Tumarinson – Petites histoires de mon enfance (1631 Records, 2020)

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