Real Loud [s/t]

New Focus, 2021
contemporary classical, chamber metal

(ENGLISH TEXT BELOW)

È per lunghe e tortuose vie traverse che le correnti metal degli ultimi vent’anni sono confluite in varie forme nell’ambito della musica “colta”: una vicenda eminentemente americana che ha visto certi pionieri anti-accademici, come Glenn Branca e John Zorn, trasfondere l’estasi elettrica dell’avanguardia rock e dell’hardcore punk nelle vene degli ensemble di matrice classica; una contaminazione tutt’altro che a senso unico, come hanno dimostrato anche le più radicali propaggini math rock e tech-metal, detentrici di vertiginose invenzioni quali nemmeno i maestri del serialismo avrebbero potuto osare.

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Julius Eastman – Three Extended Pieces for Four Pianos

Sub Rosa, 2021
post-minimalism

(ENGLISH TEXT BELOW)

La sempre virtuosa etichetta belga Sub Rosa ha scelto la strada dell’oggettività e, di conseguenza, del politicamente corretto nel presentare come ‘tre brani estesi per quattro pianoforti’ quella che sin dal principio, tra il 1979 e il 1980, fu concepita da Julius Eastman nella forma di una trilogia afferente alla sua ‘Nigger Series’: e benché egli non sia stato di certo il primo ad adottare provocatoriamente questa terminologia, essa assume una rilevanza e un’amarezza tutte particolari nel contesto della sua irriducibile militanza in qualità di afroamericano, omosessuale e, di lì a poco, reietto della società.
Malgrado il suo sfavillante talento di compositore e performer, Eastman ha lasciato questo mondo nel più miserevole silenzio ed è stato pressoché dimenticato per lunghi anni fin quando, sul finire del secolo scorso, la compositrice e conoscente Mary Jane Leach non ha avviato una ricerca estensiva per salvare la documentazione e le partiture disperse di questa voce così singolare dell’avanguardia americana.

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Anastassis Philippakopoulos / Jürg Frey – Wind and Light

elsewhere, 2021
contemporary classical, reductionism

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Itaca. Nella notte, il canto di Penelope si confonde con quello di sirene che nuotano lungo altre sponde lontane: è l’eco di un viaggio mai intrapreso, sepolta nella memoria mitologica del Mediterraneo. Un mare di suoni muti, non suscitati, da sempre presenti e dunque percepiti come un silenzio. Ecco, forse, il senso nascosto negli spazi bianchi – mai vuoti – delle partiture di Anastassis Philippakopoulos, quintessenza dell’estetica riduzionista facente capo al collettivo Wandelweiser. Con lui un altro dei suoi esponenti paradigmatici, il maestro svizzero Jürg Frey, recatosi in terra ellenica nel 2016 per incidere i brani solisti composti dal comprimario ateniese, la cui limpida notazione è nel tempo divenuta tutt’uno con l’orizzonte, frazionamento dell’ideale continuità tra la distesa d’acqua e il cielo.

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Linda Catlin Smith – Ballad

Apartment House

Another Timbre, 2021
contemporary classical

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La musica da camera di Linda Catlin Smith è tra le poche in cui ho l’impressione di riuscire a visualizzare con chiarezza la camera, la vita immota condotta dagli oggetti silenziosi che la abitano, alternamente rivestiti di luce e ombra. E sebbene le figure artistiche afferenti al catalogo Another Timbre siano tutte dotate di una profonda, inusitata sensibilità, la compositrice canadese sembra aver trovato un equilibrio irreplicabile tra oggettivazione formale e limpido lirismo, una dimensione quintessenziale in cui l’apparente ridondanza della realtà esteriore si accompagna al nascosto splendore di un’interiorità vibrante, scevra da orpelli e stilismi affettati.

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Barbara Monk Feldman – Verses

GBSR Duo with Mira Benjamin

Another Timbre, 2021
contemporary classical, reductionism

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Come è noto, gran parte degli autori afferenti al catalogo Another Timbre sono figli della “quieta” rivoluzione del periodo tardo di Cage e Feldman, laddove il riduzionismo formale e l’aleatorietà dell’esecuzione divenivano i fragili fondamenti di un paesaggio musicale sospeso e irreale, sempre più affrancato dall’intenzione espressiva e votato, invece, a un’inusitata concentrazione sul tocco del musicista e sulla pregnanza – questa sì, irriducibile – dell’attimo presente. Se perciò, da un lato, è curioso che l’opera di Barbara Monk Feldman (*1950) non avesse ancora trovato spazio tra queste edizioni, dall’altro l’avvio della Canadian Composers Series ha fornito al label master Simon Reynell più d’una ragione per ospitare la sua musica, in totale sintonia con la linea editoriale fin qui mantenuta.

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