Erkki-Sven Tüür ‎– Lost Prayers

ECM, 2020
contemporary classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

Si può lecitamente obiettare che nel tempo la linea editoriale dell’etichetta di Manfred Eicher si sia fatta vieppiù “conservatrice”, con pubblicazioni atte a consolidare un ‘ECM sound’ che ormai di rado si spinge nei territori della sperimentazione e delle nuove avanguardie. Ciò non toglie che, quand’anche si trattasse soltanto della periodica rivendicazione di un primato, è proprio ad Eicher che dobbiamo la diffusione e il riconoscimento internazionale di ammirevoli compositori dell’est Europa e dell’ex Repubblica Sovietica, da Arvo Pärt a Giya Kancheli, da Valentin Silvestrov a Tigran Mansurian.
Risale alla metà degli anni novanta il legame con il maestro estone Erkki-Sven Tüür (*1959), al quale Eicher voleva da tempo dedicare un progetto incentrato unicamente sul repertorio cameristico: sono infatti datati tra il 2002 e il 2017 i quattro brani raccolti nel settimo ‘portrait album’ di Tüür per la New Series del marchio monacense; un corpus inteso a rappresentare incisivamente la fluidità stilistica e la sfuggente evocatività della sua poetica.

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Linda Catlin Smith – Meadow

Mia Cooper, Joachim Roewer, William Butt

Louth Contemporary Music Society, 2020
contemporary classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

La crescente affermazione autoriale di Linda Catlin Smith è certamente da attribuirsi, almeno in parte, al legame discografico che dal 2016 intrattiene con l’etichetta inglese Another Timbre, fucina tra le più autorevoli nell’ambito della nuova musica da camera. Ma persino in rapporto a quella che, per convenzione oramai consolidata, viene definita come estetica riduzionista, certi brani della compositrice americana sembrano incarnare il paradigma di un ritorno all’ordine “ragionato”: una direzione espressiva, più specificamente, che non dimentica e anzi cristallizza ulteriormente la lezione della scuola newyorkese (la ripetizione differente di motivi minimi, l’indeterminazione, l’approccio “oggettivante”) sino al punto di riconciliarsi con un’idea di armonia dal nitore secolare e quasi arcaico – in una parola, assoluto.

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Antoine Beuger – Jankélévitch Sextets

Apartment House

Another Timbre, 2020
contemporary classical, reductionism

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Con la sincera umiltà che contraddistingue gli artisti illuminati ma coi piedi per terra, Antoine Beuger parla della sua principale serie di brani da camera senza alcun infingimento: benché titolate in onore a varie figure illustri dell’arte e del pensiero europeo tra Medioevo e Novecento, si tratta infatti di opere scevre non soltanto da qualsiasi concettualismo, ma finanche da una marcata stilizzazione formale che ne comprometta l’accessibilità. Sono semplici partiture concepite per formazioni che variano da due a venti strumentisti e che, originando dalla stessa elementare modalità espressiva, sono volte a sondare il graduale mutamento delle pratiche relazionali e degli esiti armonici all’aumentare degli interpreti coinvolti.

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Magnus Granberg ‎– Come Down to Earth Where Sorrow Dwelleth

Revised version for sho, koto, prepared piano and electronics

Meenna, 2020
contemporary classical, eai

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Pochi mesi fa, all’uscita della prima registrazione di “Come Down to Earth Where Sorrow Dwelleth”, venne fatta una breve menzione del suo specifico adattamento in occasione del primo viaggio di Magnus Granberg in Giappone. Un legame già consolidato con i rodati sperimentatori Toshimaru Nakamura e Ko Ishikawa – membri dell’ensemble Skogen fondato dal compositore svedese – lo ha infatti condotto nel tempio dell’avanguardia radicale e della libera improvvisazione a Tokyo: le mura del locale underground Ftarri hanno così accolto il debutto di un inedito quartetto elettroacustico, impegnato in un’eccentrica rilettura della partitura precedentemente affidata all’ensemble da camera Ordinary Affects.

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