claire rousay – a softer focus

American Dreams, 2021
sound art

(ENGLISH TEXT BELOW)

[SCRITTURA AUTOMATICA] zero duepunti zero zero. chincaglieria. morsa. mani che agiscono con sapienza. giorno notte. clic. macchina da scrivere. ding. un retrobottega delle idee. la melodia invade tutto. luce luce luce. operosa insistenza. selva di campane disegnate. festoni senza fine. guidami che non so dove vado. ascolta ascolta non pensare ascolta dimentica. fermo immagine. [/SCRITTURA AUTOMATICA]

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Senyawa – Alkisah

[40+ independent labels] 2021
avant-folk, experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

La nomenclatura più impropria e falsamente ingenua che si sia attribuita a un genere musicale è quasi di certo world: essa non può che basarsi, infatti, su un’arbitraria e tutt’altro che egualitaria demarcazione tra una determinata porzione di territorio – anche in questo caso, purtroppo, l’egemonizzante Occidente – e tutto l’insieme di continenti e regioni situate al di fuori di essa, inteso come ricettacolo di esotismi assortiti cui attingere liberamente per arricchire le proprie composizioni di suggestioni inusitate (almeno per il relativo pubblico di riferimento).
Come a voler sovvertire questa consolidata pratica di decontestualizzazione culturale, il famigerato duo indonesiano Senyawa, capofila dell’underground di Yogyakarta, decide di condividere la pubblicazione del suo ultimo album in studio con oltre quaranta etichette indipendenti da tutto il mondo: un’iniziativa di portata rivoluzionaria che apporta nuova linfa entro un ambito nel quale è ancora possibile e auspicabile fare davvero rete.

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Zachary Good & Ben Roidl-Ward – arb

Carrier, 2021
experimental, drone

(ENGLISH TEXT BELOW)

Non si può non comunicare: soltanto gli elementi naturali detengono questo esclusivo potere, mentre l’azione o l’inazione dell’essere senziente derivano sempre da una scelta volontaria, e con essa inevitabilmente producono senso. Si tratta di un assunto tutt’altro che scontato, specie a fronte di espressioni artistiche talmente lineari e ridotte all’osso da non necessitare, in apparenza, di alcuna decodifica ulteriore: ma occorre rimarcare che, anche nel più totale distacco e nell’illusione di un approccio radicalmente oggettivante, in qualche modo riuscirà a farsi strada un residuo di significazione, un seppur pallido rimando ai soggetti e al contesto che hanno prodotto una determinata istanza creativa.

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Quatuor Bozzini – Alvin Lucier: Navigations

Collection QB, 2021
contemporary classical, experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

In questi ultimi anni, finalmente, il pioniere della sound art Alvin Lucier può godersi il meritato privilegio di essere riconosciuto come figura di culto per una nuova generazione di musicisti classici e d’area sperimentale, spontaneamente catalizzati dalle sue intuizioni tanto essenziali quanto pregnanti, rivolte all’ascolto profondo di una vasta e inesplorata fenomenologia sonora.
Contestualmente, dopo decenni di studi empirici sulle proprietà degli oggetti e dei materiali più disparati, è emerso con crescente nitidezza l’interesse del decano statunitense per la strumentazione tradizionale: un aspetto sottolineato in particolar modo nelle pregevoli edizioni della Black Truffle – dall’antologia live Illuminated by the Moon (2018) ai brani per la Ever Present Orchestra (2020) da lui fondata. È in questo stesso solco che si inserisce il nuovo album dell’eccellente Quatuor Bozzini, ideale excursus nelle indagini microtonali e “concrete” di Lucier applicate a un ensemble di soli strumenti ad arco.

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