Weekly Recs | 2020/10

Sibusile Xaba – NGIWU SHWABADA (Komos, 2020)

Thomas Kӧner – Motus (Mille Plateaux, 2020)

Jan Martin Smørdal – Choosing to Sing (Sofa, 2020)

Nick Storring – My Magic Dreams Have Lost Their Spell (Orange Milk, 2020)

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Muhal Richard Abrams – Celestial Birds

Karlrecords, 2020 | compilation
20th century electronic, avantgarde


(ENGLISH TEXT BELOW)

Nell’epoca di maggior recessione dell’industria discografica tradizionale, mantenere in vita un’etichetta è già di per sé un atto di virtuosismo: ma prodigarsi nella riedizione di opere rare destinate a una nicchia ristretta è indice di passione e di nobiltà intellettuale fuori dal comune, sprezzanti del concreto rischio economico che si paventa a ogni passo. Con questo modus operandi la Karlrecords di Thomas Herbst si è guadagnata un prestigio assoluto nel circuito indipendente, in particolare con la serie ‘Perihel’ a cura di Reinhold Friedl, fondatore e direttore artistico dell’ensemble zeitkratzer. 
Se le recenti ristampe definitive dei capolavori elettronici di Iannis Xenakis – “La Légende d’Eer” e “Persepolis” – potevano ancora raggiungere un pubblico relativamente più trasversale, la presente compilation dedicata al pioniere afroamericano Muhal Richard Abrams (1930 – 2017) equivale a una scommessa tanto onerosa quanto necessaria a riequilibrare la storia ufficiale dell’avanguardia musicale statunitense.

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Anthony Braxton – GTM (Syntax) 2017

2019, New Braxton House
choral, avantgarde


(ENGLISH TEXT BELOW)

La cinquantennale epopea artistica di Anthony Braxton è indubbiamente una grande storia di libertà, ma anche di estremo rigore e infaticabile ricerca, attitudini che lo hanno portato ben al di là delle pionieristiche avventure che ancora oggi incarnano la definizione stessa di avant-jazz. Partendo dagli sconvolgenti tour de force per sassofono solo, nel tempo il luminare americano ha evoluto i suoi molteplici sistemi compositivi nelle forme più disparate, arrivando a sconfinare nel dominio della classica contemporanea, dai quartetti d’archi alle orchestre multiple d’eredità stockhauseniana.

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Mats Gustafsson – Worn. Kissed.

★★★★☆
Underflow, 2020
free impro/noise, avantgarde


Si sente parlare sempre più spesso della galleria d’arte e record store ateniese Underflow, non soltanto spazio espositivo ma anche una nuova Mecca per la musica sperimentale dal vivo, unica nel suo genere sul territorio greco. È qui che nel maggio 2019 il sassofonista d’avanguardia norvegese Mats Gustafsson ha dato a battesimo il trio con David Grubbs e Rob Mazurek, chiamandolo con lo stesso nome della venue ospitante.
Da due anni Underflow è anche un’etichetta discografica indipendente, e oggi il legame con Gustafsson si consolida in una produzione – la decima del catalogo – che unisce idealmente pittura e improvvisazione acustico-elettronica: Worn. Kissed.

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Weekly Recs | 2020/1

Peter Brötzmann – I Surrender Dear (2019)

Simon Scott – Emergency Exit (2019)

Giulio Aldinucci – No Eye Has an Equal (2019)

Katariin Raska & Christian Meaas Svendsen – Finding Ourselves in All Things (2019)

Open to the Sea – Another Year Is Over, Let’s Wait for Springtime (2019)

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