Julius Eastman – Femenine

ensemble 0 & AUM Grand Ensemble

Sub Rosa, 2021
minimalism

(ENGLISH TEXT BELOW)

Se si fosse paventata trent’anni più tardi, una fine tragicamente silenziosa come quella di Julius Eastman (1940-1990) avrebbe forse potuto essere scongiurata: oggi – mi piace crederlo – la comunità globale sarebbe accorsa a sostenere, economicamente e moralmente, un così vivace talento creativo e militante; un outsider sotto ogni aspetto (emarginato, come è noto, in quanto nero e apertamente omosessuale), fedele sino all’ultimo alla propria vocazione, prima di arrendersi all’ombra di una morte sofferta e in solitudine, quasi del tutto dimenticato persino dai suoi amici e collaboratori.
Non soltanto la travagliata vicenda umana, ma anche le distintive composizioni di Eastman hanno attraversato un lungo periodo di oblio, finché una lodevole ricostruzione filologica ha portato al recupero di diverse partiture e registrazioni dell’epoca, testimonianze inestimabili e prodromiche alla nascita di un tardivo ma accorato culto musicale.

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Quatuor Bozzini – Alvin Lucier: Navigations

Collection QB, 2021
contemporary classical, experimental

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In questi ultimi anni, finalmente, il pioniere della sound art Alvin Lucier può godersi il meritato privilegio di essere riconosciuto come figura di culto per una nuova generazione di musicisti classici e d’area sperimentale, spontaneamente catalizzati dalle sue intuizioni tanto essenziali quanto pregnanti, rivolte all’ascolto profondo di una vasta e inesplorata fenomenologia sonora.
Contestualmente, dopo decenni di studi empirici sulle proprietà degli oggetti e dei materiali più disparati, è emerso con crescente nitidezza l’interesse del decano statunitense per la strumentazione tradizionale: un aspetto sottolineato in particolar modo nelle pregevoli edizioni della Black Truffle – dall’antologia live Illuminated by the Moon (2018) ai brani per la Ever Present Orchestra (2020) da lui fondata. È in questo stesso solco che si inserisce il nuovo album dell’eccellente Quatuor Bozzini, ideale excursus nelle indagini microtonali e “concrete” di Lucier applicate a un ensemble di soli strumenti ad arco.

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Harry Bertoia – Glowing Sounds

Sonambient, 2021
ambient/drone, experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

L’archivio dello scultore sonoro americano Harry Bertoia continua a dispensare amenità dal surreale potere immaginifico, grazie alla collaborazione tra Sonambient e Important Records nel riversamento digitale di oltre 350 nastri conservati presso la residenza dell’artista. Come minacciosi grattacieli di una città fantasma, i filari di steli metallici allestiti nel suo capanno in Pennsylvania furono i protagonisti e il misterioso tramite delle sue sessioni d’ascolto profondo, edite negli anni settanta in una decina di LP autoprodotti, nei mesi precedenti l’improvvisa scomparsa all’età di 63 anni.

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Alex Cunningham – Rivaled

Void Castle, 2021
harsh noise, avantgarde, free impro

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La mia passione per la sfera sperimentale nasceva assieme alla fascinazione per gli estremi: porte spalancate dalle devianze hardcore e gli imperscrutabili ermetismi della cosmogonia zorniana, dagli stridori disumani di Diamanda Galás e dall’impeto nichilista di Merzbow; arrivare a solcare la vertigine del suono totale rimette in prospettiva ogni ascolto precedente, attivando nuovi livelli percettivi cui il consumo musicale passivo non potrebbe in alcun modo dare accesso.
Vi è una forma d’estasi inaspettata, serendipitosa, nel trasformare il gesto sonoro in un simulacro letteralmente “amplificato”, fuor di proporzione, o nel ricavare dal nulla un’alterità timbrica sino a prima inimmaginabile. Su queste due polarità, tra distorsione elettrica e puro ‘sonorismo’ acustico, si gioca l’ultimo progetto del violinista americano Alex Cunningham, votato al più categorico rifiuto della maniera accademica in favore di un espressionismo radicale e, in ultima istanza, trascendente.

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