Anastassis Philippakopoulos / Jürg Frey – Wind and Light

elsewhere, 2021
contemporary classical, reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

Itaca. Nella notte, il canto di Penelope si confonde con quello di sirene che nuotano lungo altre sponde lontane: è l’eco di un viaggio mai intrapreso, sepolta nella memoria mitologica del Mediterraneo. Un mare di suoni muti, non suscitati, da sempre presenti e dunque percepiti come un silenzio. Ecco, forse, il senso nascosto negli spazi bianchi – mai vuoti – delle partiture di Anastassis Philippakopoulos, quintessenza dell’estetica riduzionista facente capo al collettivo Wandelweiser. Con lui un altro dei suoi esponenti paradigmatici, il maestro svizzero Jürg Frey, recatosi in terra ellenica nel 2016 per incidere i brani solisti composti dal comprimario ateniese, la cui limpida notazione è nel tempo divenuta tutt’uno con l’orizzonte, frazionamento dell’ideale continuità tra la distesa d’acqua e il cielo.

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Barbara Monk Feldman – Verses

GBSR Duo with Mira Benjamin

Another Timbre, 2021
contemporary classical, reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

Come è noto, gran parte degli autori afferenti al catalogo Another Timbre sono figli della “quieta” rivoluzione del periodo tardo di Cage e Feldman, laddove il riduzionismo formale e l’aleatorietà dell’esecuzione divenivano i fragili fondamenti di un paesaggio musicale sospeso e irreale, sempre più affrancato dall’intenzione espressiva e votato, invece, a un’inusitata concentrazione sul tocco del musicista e sulla pregnanza – questa sì, irriducibile – dell’attimo presente. Se perciò, da un lato, è curioso che l’opera di Barbara Monk Feldman (*1950) non avesse ancora trovato spazio tra queste edizioni, dall’altro l’avvio della Canadian Composers Series ha fornito al label master Simon Reynell più d’una ragione per ospitare la sua musica, in totale sintonia con la linea editoriale fin qui mantenuta.

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Anne Guthrie – Gyropedie

Students of Decay, 2021
sound art, field recordings, reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

In un periodo storico in cui la nuova generazione di sperimentatori si rende sempre più prolifica, alimentando un interesse crescente verso le alterità musicali del presente, la sound artist americana Anne Guthrie mantiene un profilo distante ed ermetico, ponderando a lungo prima di dare alle stampe un’opera compiuta. Lo fa mantenendosi fedele all’etichetta indipendente Students of Decay di Cincinnati, Ohio, tratteggiando così un percorso evolutivo irregolare e imprevedibile, che dalla simbiosi naturale/antropica di Codiaeum Variegatum (2014) si è addentrato nell’angoscioso rimosso psichico di Brass Orchids (2018), per ritornare oggi alla poetica riduzionista, sottilmente sinestetica di Gyropedie.

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Jim O’Rourke – Best that you do this for me

Apartment House

Another Timbre, 2021
contemporary classical, reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

«Non penso alla “creatività” o all’“espressione” perché credo che accadano spontaneamente, che tu lo voglia o no. Semmai, credo che tentare di essere creativi sia una trappola. Probabilmente sono più motivato dai problemi che da qualunque desiderio di creare.»

Nelle recenti pubblicazioni a firma di Jim O’Rourke torna a porsi insistentemente l’enigma della “sparizione autoriale”, della volontaria fuoriuscita dal quadro espressivo in favore di un’estetica residuale, ormai del tutto svuotata di concettualismi e marcate stilizzazioni. Significa immaginare il fare artistico come un serbatoio esausto, prosciugato dal furore anarchico delle avanguardie storiche e dall’ansia polisemica e decentrante della postmodernità, e di conseguenza lavorare con ciò che rimane, sulla nuda superficie dell’involucro mediale, ove l’interprete agisce come proiettando un’ombra esile ed effimera del suo strumento.

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