Morton Feldman – Coptic Light; String Quartet and Orchestra

Arditti Quartet / ORF Vienna Radio Symphony Orchestra
Michael Boder • Emilio Pomàrico

Capriccio, 2020
20th-century classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

Morton Feldman non ragionava in termini quantità ma di essenza e presenza della propria musica in rapporto al tempo, arrivando con le ultime opere da camera e per pianoforte solo a renderla materia assieme sonora e temporale – due aspetti inscindibili e decisamente influenti della sua poetica matura. Le singole note e le pause mantengono un’assoluta pregnanza anche nella loro “diluizione” sulla lunga durata, sia essa persino di quattro o sei ore (rispettivamente il trio “For Philip Guston” e il secondo quartetto per archi).
È come per una sorta di proprietà transitiva, dunque, che a fronte di una contrazione temporale le partiture di Feldman si addensano, le trame e gli orditi si infittiscono come i tappeti mediorientali alle quali si ispirano, microcosmi tessili che racchiudono storie, geografie, culti e simbologie in un tutto che è somma di tante parti rese, per l’appunto, indivisibili.

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Morton Feldman – For John Cage

Darragh Morgan / John Tilbury

Diatribe, 2020
20th-century classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

Si tende a semplificare eccessivamente la musica del Morton Feldman maturo come scevra da dinamismo, quasi fosse la simulazione dello scorrere di un tempo oggettivato e idealizzato, in alcun modo influenzabile dal sentire umano. La natura indubbiamente riflessiva, il carattere di perenne sospensione e irrisolutezza delle sue ampie partiture fanno sì che anche gli interpreti stessi, in molti casi, mantengano un certo “cerebrale” distacco nella loro esecuzione, che richiede peraltro un livello di concentrazione e disciplina non comuni. 
È anche per queste ragioni che ho percepito un netto contrasto tra le incisioni passate e la nuova pubblicazione dell’etichetta irlandese Diatribe, che vede il violinista Darragh Morgan e John Tilbury – massima autorità del pianismo feldmaniano – impegnati in una mirabile rilettura del brano esteso “For John Cage” (1982), intitolato al pioniere del secondo Novecento col quale l’autore intrattenne una lunga amicizia e un fervido dialogo intellettuale.

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Morton Feldman Piano [Philip Thomas]

Another Timbre, 2019
20th-century classical


(ENGLISH TEXT BELOW)

In ambito classico ogni interpretazione deve fare i conti con un’altra precedente, misurarsi – anche non direttamente ma a posteriori, nel giudizio dell’ascoltatore avveduto – con la conoscenza pregressa di un certo brano e del suo autore. È certamente una pratica molto più comune e “di prassi” di quanto non lo sia intraprendere l’incisione di un’integrale (o quasi), equivalente alla ri-creazione di un ampio e spesso complicato percorso artistico, e dunque di un intero mondo espressivo.

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