Jürg Frey – Continuité, fragilité, résonance

Quatuor Bozzini / Konus Quartett

Elsewhere, 2023
contemporary classical, reductionism


(ENGLISH TEXT BELOW)

Videmus nunc per speculum in aenigmate, tunc autem facie ad facies

1 Corinzi 13,12

È risaputo che la statura di ‘classico’ non venga decretata mai in tempo reale ma soltanto a posteriori, talvolta con giudizi diametralmente opposti alla fortuna ottenuta dall’autore nel corso della sua vita. Inutile fare scommesse in tal senso, poiché a nessuno è dato di sapere chi, tra mezzo secolo, sarà elevato alle glorie dell’arte e chi, per un motivo o per l’altro, cadrà nell’oblio della storia. In apparenza, dunque, non vi sarebbe alcuna giustificazione nel conferire una simile onorificenza a un outsider consapevole e adamantino come Jürg Frey, se non fosse per l’abnegazione con la quale ha perseguito – e oramai raggiunto – la cristallizzazione di un’estetica riduzionista che mira all’essenza ineffabile della musica, non trovando ragion d’essere altro che in se stessa.

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Klaus Lang & Konus Quartett – Drei Allmenden

Cubus, 2021
drone, microtonal

(ENGLISH TEXT BELOW)

Di per sé stesso, il suono non è né sacro né profano, e nemmeno il contesto in cui si manifesta può davvero connotarlo in un senso o nell’altro. Specialmente nell’ultimo decennio questo discrimine è divenuto vieppiù sottile, in quanto molti musicisti si sono riavvicinati a una forma di composizione trascendentale che ridà al suono puro – idealmente “oggettivato” – una centralità assoluta nello spontaneo sviluppo drammaturgico di un’opera; nuove espressioni “sacrali” di musica drone e microtonale si stanno sviluppando attorno a ricerche sonore radicate nelle pratiche d’ascolto profondo di Pauline Oliveros e di Éliane Radigue, pioniere delle quali oggi è finalmente riconosciuta l’enorme statura artistica.

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