Kali Malone – Does Spring Hide Its Joy

featuring Stephen O’Malley & Lucy Railton

Ideologic Organ, 2023
drone


(ENGLISH TEXT BELOW)

Tra le file della sperimentazione contemporanea, il necessario e pressoché unanime ritorno alla musica “suonata” è andato di pari passo con l’affermazione di espressività che non fanno più capo a un’autorialità ristretta – la dicotomia compositore/interprete d’ascendenza classica –, ma sembrano piuttosto rientrare nel quadro di una grande opera collettiva, un unisono di forme e intenti nella cui pluralità di voci nessun tratto individuale risulta mai preponderante, ogni elemento concorre alla definizione di un suono che, almeno in apparenza, arrivi ad assumere una vita propria.

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Linnéa Talp – Arch of Motion

Thanatosis Produktion, 2022
experimental, drone


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Come le varie gradazioni cromatiche, una volta assommate, risultano nell’indeterminatezza di un non-colore, così si direbbe che, a un ideale punto di convergenza tra le tendenze che hanno rinvivito la sperimentazione acustica negli ultimi anni, corrisponda un’assenza di precise coordinate stilistiche, una sintesi formale capace di racchiudere in sé le anime del minimalismo, della “sacralità profana” e della pura fenomenologia sonora investigata dai decani outsider del secondo Novecento. È musica che alberga in uno spazio elusivo, fatuo a tal punto da carezzare appena l’incorporeità, e tuttavia vibrante di palpiti rari ad avvertirsi persino nel panorama delle nuove poetiche della riduzione.

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Hannes Lingens – Nachthund

Umlaut, 2022
acoustic dark ambient/drone


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L’arco narrativo del lungo incipit di “2001: Odissea nello spazio” non avrebbe metà del suo soverchiante potere immaginifico ed emozionale senza quel nero al principio, che in realtà principio non è, in quanto simbolizza la notte dei tempi, un orizzonte spazio-temporale infinitamente profondo cui nessuna macchina da presa sarebbe in grado anche soltanto di alludere. È l’oscurità che precede ogni cosa, tranne il suono: ecco le “Atmosphères” di György Ligeti, un rombo primordiale riecheggiante dal fondo dellʼuniverso, presagio di una genesi turbolenta e maestosa.

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Deathprod – Sow Your Gold in the White Foliated Earth

Smalltown Supersound, 2022
drone, microtonal


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Sebbene la storia ufficiale continui a farne menzione soltanto in poche sbrigative righe, l’utopia musicale di Harry Partch non ha mancato di ispirare devoti proseliti che ne perpetuassero le invenzioni e lo spirito idiosincratico sino ai giorni nostri. Attivo da oltre trent’anni a livello internazionale, l’ensemble tedesco Musikfabrik possiede dal 2013 una replica dell’intero set di strumenti costruiti dal compositore statunitense, elementi imprescindibili della sua ricerca formale ed espressiva: con essi, per la prima volta dopo oltre quarant’anni, è stata registrata integralmente l’opera “Delusion of the Fury”, capolavoro musical-teatrale che, nell’intreccio tra farsa e tragedia, attinge tanto al teatro greco antico quanto al Noh giapponese.

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