Fredrik Rasten – Svevning

INSUB, 2021
minimalism, microtonal

(ENGLISH TEXT BELOW)

Le forme della ritualità sembrano connaturate alla pratica artistica del chitarrista Fredrik Rasten, attivo da poco più di un lustro sulla scena sperimentale norvegese ed europea ma già distintosi per la sua limpida poetica minimale, fondata su una profonda attenzione ai caratteri interstiziali del suono acustico, alle sue graduali modificazioni in rapporto allo spazio e alla ripetizione differente di cellule motiviche.
Ne fu il manifesto, in un certo senso, il primo album-performance a proprio nome: la danza circolare di Six Moving Guitars (Sofa, 2019) segnava il suo ingresso – letteralmente in punta di piedi – tra le file di uno sperimentalismo gentile, intonato al ritmo del battito cardiaco e della ponderazione, dimentico di qualunque sovrastruttura che non pertenga alla sfera (individuale o collettiva) del suono puro.

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Lawrence English – Observation of Breath

Hallow Ground, 2021
drone

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Se considerato nei suoi componenti essenziali, l’organo a canne è a tutti gli effetti un’imponente macchina atta a modulare un respiro: tale emissione d’aria non proviene direttamente dall’azione umana, e perciò stesso assume un carattere acusmatico e quasi mistico – come se tra il musicista e la manifestazione sonora ultima vi fosse la mano di un inconoscibile intermediario divino.
I complessi meccanismi interni all’organo, insomma, non possono da soli spiegare la profonda fascinazione che questo strumento, unitamente agli spazi risonanti che solitamente lo accolgono, ha sempre esercitato sugli ascoltatori di ogni secolo, avvicinandoli a quella trascendenza che la musica, più d’ogni altra arte, sembra in grado di avvicinare.

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Éliane Radigue – Occam Ocean 3

Shiiin, 2021
drone, microtonal

(ENGLISH TEXT BELOW)

Trovo rassicurante che il destino della musica strumentale di Éliane Radigue risieda nelle mani dei suoi dedicatari e, più in generale, di una grande famiglia internazionale di interpreti illuminati, sensibili e devoti alla sua pluridecennale visione artistica. Il repertorio in continua espansione afferente alla serie ‘Occam’ non si accumula, infatti, in una risma di carta pentagrammata, bensì vive unicamente nella diretta esperienza di chi lo crea e lo alimenta a stretto contatto con la decana francese, che alle soglie dei novant’anni continua ad accogliere sperimentatori da tutto il mondo (denominati affettuosamente chevaliers d’Occam) nella sua dimora parigina: è qui che nascono le sue – anzi le loro – partiture “interiori”, compiute e tramandate oralmente in ogni singolo aspetto, dalle tecniche estese nelle quali sono forgiate all’essenziale, trasfigurante delineamento della loro progressione sonora.

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Klaus Lang & Konus Quartett – Drei Allmenden

Cubus, 2021
drone, microtonal

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Di per sé stesso, il suono non è né sacro né profano, e nemmeno il contesto in cui si manifesta può davvero connotarlo in un senso o nell’altro. Specialmente nell’ultimo decennio questo discrimine è divenuto vieppiù sottile, in quanto molti musicisti si sono riavvicinati a una forma di composizione trascendentale che ridà al suono puro – idealmente “oggettivato” – una centralità assoluta nello spontaneo sviluppo drammaturgico di un’opera; nuove espressioni “sacrali” di musica drone e microtonale si stanno sviluppando attorno a ricerche sonore radicate nelle pratiche d’ascolto profondo di Pauline Oliveros e di Éliane Radigue, pioniere delle quali oggi è finalmente riconosciuta l’enorme statura artistica.

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Microtub – Sonic Drift

Sofa Music, 2021
drone, microtonal

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Processo e durata: questi i due fondamenti complementari che hanno riportato la composizione contemporanea nei territori della drone music: una tendenza che, seguendo le orme dei decani Alvin Lucier, Phill Niblock ed Éliane Radigue, torna a dialogare strettamente con gli strumenti acustici, le cui profondità nascondono ancora fenomeni inesplorati di natura microtonale e subarmonica.
Con questa consapevolezza, forse in nessun altro periodo storico sarebbe potuta emergere una formazione singolare come quella dei norvegesi Microtub (Robin Hayward, Peder Simonsen, Martin Taxt): nata in seno alla connazionale etichetta Sofa Music, il primo – e sinora unico – trio di tube incentrato sull’indagine dello spettro microtonale ha già all’attivo diverse pubblicazioni in studio e un LP dal vivo, documenti volti a restituire l’esperienza immersiva e positivamente straniante delle loro performance.

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