Fire! Orchestra – Actions

★★★☆☆
Rune Grammofon, 2020
avantgarde, free impro-jazz

(ENGLISH TEXT BELOW)

La storia ufficiale sembra non aver dato troppo peso a un passaggio, se non cruciale, quantomeno emblematico nella musica del secondo Dopoguerra: con la prima esecuzione di “Actions” di Krzysztof Penderecki – partitura ‘per orchestra free jazz’, altrettanto significativamente presentata al festival di musica contemporanea di Donaueschingen nel 1971 – si realizzava un’epocale contaminazione tra l’ambito “colto” e quello del jazz; due mondi sino ad allora mantenuti orgogliosamente distinti e distanti da ambo le parti, e che qui per la prima volta si conciliavano senza compromessi di sorta in merito alla formazione e alle sue peculiari qualità espressive. 
Con la complicità dell’illuminato Don Cherry e della sua New Eternal Rhythm Orchestra, il compositore d’avanguardia polacco si assumeva questa sfida in nome dell’indole improvvisativa che ‘scorre nel sangue’ dei musicisti jazz, tratto che almeno allora non si poteva invece riscontrare negli strumentisti di formazione accademica. Se oggi tendiamo a dare per scontata (e quasi necessaria) la contaminazione tra tutti gli ambiti musicali, ai tempi una tale impresa portava con sé il brivido e l’entusiasmo di un atto sovversivo senza precedenti.

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The Necks – Three

★★★☆☆
Fish of Milk / RēR / Northern Spy, 2020
avant-jazz


(ENGLISH TEXT BELOW)

Tre (Three) come equilibrio che non ammette alcuna eccezione, da più di trent’anni. Tre brani per spingersi tre passi avanti, trascorsa oramai l’epoca delle serafiche trance da camera, sospinti da quel minimalismo formale ed emozionale che li ha resi una delle più eccentriche formazioni del nuovo jazz d’avanguardia.
Più il tempo passa, infatti, e più i Necks si riscoprono inclini alla sperimentazione: idealmente da Vertigo (2015) in poi gli schemi d’interazione si sono scompaginati, il metronomo è andato fuor di sesto, si sono fatti strada nuovi gradi di concitazione nel dialogo tra le parti. Il risultato è che oggi qualunque metamorfosi potrebbe attenderci al varco e nondimeno sapremo riconoscere sempre, infallibilmente, l’impronta di Abrahams / Buck / Swanton.

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