Félicia Atkinson & Jefre Cantu-Ledesma – Un hiver en plein été

Shelter Press, 2021
ambient, electroacoustic

(ENGLISH TEXT BELOW)

Un’isola di introspezione e immaginifico torpore al riparo dal caldo agostano: le atmosfere irreali di Un hiver en plein été si sposano decisamente meglio al mese di pubblicazione che a quello dell’effettiva realizzazione in studio, dove nel 2019 il consolidato duo di Félicia Atkinson e Jefre Cantu-Ledesma si è trovato per la prima volta a comporre i propri dialoghi in compresenza, dieci anni dopo l’incontro a San Francisco.
Un connubio artistico, il loro, che sin da principio ha inteso produrre objets mélancoliques (Comme un seul narcisse, 2016), manufatti musicali non identificabili al confine estremo con l’onirico (Limpid as the Solitudes, 2018): un atlante di paesaggi interiori dai contorni appena sfumati, con un basso grado di permeabilità verso placidi ecosistemi naturali, dettagli ravvicinati in cui i pensieri vocalizzati dalla sound artist francese sembrano ricalcare il sussurro degli elementi.

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Bernard Parmegiani – Stries

[Broeckaert / Berweck / Lorenz]

Mode, 2021
electroacoustic

(ENGLISH TEXT BELOW)

Si tende a identificare i pionieri della musica elettronica del Novecento come creatori reclusi in studio, artefici di opere fissate su nastro e grossomodo riproducibili in maniera sempre uguale, se non per i caratteri specifici del sistema di diffusione adottato. Soltanto chi si dedica attivamente all’interpretazione acusmatica di queste ultime può rivelarci che dietro di esse, in effetti, si celano autentiche e meticolose partiture, gruppi di tracce da orchestrare con estrema attenzione alla spazialità e alla messa in risalto di ciascun dettaglio sonoro.

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Michèle Bokanowski – Musique de courts métrages

Invisibilia Editions, 2021
experimental, electroacoustic

(ENGLISH TEXT BELOW)

Se la cosiddetta musica d’ambiente (o d’atmosfera) e la colonna sonora si possono considerare in qualche modo imparentate, lo stesso non si può dire per quell’ambito di ricerca sonora – più che sotterraneo, quasi esoterico – che negli ultimi anni del secolo scorso, in Francia, hanno assunto arbitrariamente il nome di cinéma pour l’oreille, complice l’omonima serie discografica curata da Jérôme Noetinger per l’etichetta Metamkine. Con un alto grado d’astrazione e una libertà drammaturgica senza compromessi, tale corrente ha voluto trascendere la musica per film affinché fosse la musica stessa a divenire il film, la sala buia ove la percezione uditiva si pone come l’esclusivo referente di un rinnovato orizzonte immaginifico, emancipato dai più rigidi e oggettivanti schemi dell’interpretazione visiva.

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Francisco Meirino – The Process of Significance

boxset reissue
Misanthropic Agenda, 2021
noise, eai

(ENGLISH TEXT BELOW)

Per alcuni la creazione artistica è un puro medium, nien’altro che un tramite espressivo, mentre per altri è uno spazio disgiunto dalla realtà entro il quale annullarsi, cedendo all’illusione (e segreta seduzione) di una non-esistenza corporea e della trasmutazione in un flusso di pure e intangibili energie fisiche. Gli strumenti e i materiali elettronici sono quanto di più prossimo a tale utopia, il paradigma attraverso cui simulare la “scomparsa” dell’artista e performer dietro un’architettura di timbri freddi ma pulsanti, esito dell’azione occulta condotta da un autentico deus ex machina.

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