Sarah Davachi – Antiphonals

Late Music, 2021
ambient/drone, modern classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

La distrazione e, più in generale, le condizioni d’ascolto errate possono arrivare a celare completamente il quieto splendore della musica di Sarah Davachi: una musica inequivocabilmente vespertina, crepuscolare, cui soltanto l’ora tarda e il silenzio sembrano in grado di conferire un sottile manto di sacralità; un dominio espressivo che rifugge la dissonanza e accoglie, invece, il tono complementare, l’armonia aurea e sublime che già fu del tintinnabuli di Arvo Pärt e che nell’opera di Davachi appare sempre nella sua forma più sobria e impalpabile.

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Lucy Railton & Kit Downes – Subaerial

SN Variations, 2021
free impro, modern classical

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Ogni nuovo progetto collaborativo – specie in ambito sperimentale – è contraddistinto dal graduale avvicinamento a un certo qual stato di grazia, a un crocevia in cui l’ascolto reciproco e il gesto musicale entrano alfine in una simbiosi spontanea, non più guidata da armonie e progressioni studiate, in fragile equilibrio sull’attimo presente. Una padronanza che si conquista soltanto nel tempo e con incrollabile abnegazione, come da lunghi anni la perseguono i britannici Lucy Railton e Kit Downes, a fianco nelle più diverse occasioni sia in studio che dal vivo, incluse due incursioni nel prestigioso catalogo ECM (Thomas Strønen, Time Is a Blind Guide, 2015; Kit Downes, Dreamlife of Debris, 2019) e il secondo capitolo della serie ‘Portraits GRM’ (opere elettroniche a firma di Lucy Railton e Max Eilbacher).

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“Blue” Gene Tyranny – Degrees of Freedom Found

Unseen Worlds, 2021
modern classical, third stream

(ENGLISH TEXT BELOW)

Pur avendola incrociata in varie istanze discografiche, solo in anni più recenti ho approcciato consapevolmente la figura artistica di Robert Sheff, al quale tutto l’entourage dell’avanguardia americana sembra essersi sempre riferito – per gradi di confidenza crescenti – come “Blue” Gene Tyranny, “Blue” Gene, o semplicemente “Blue”.
Da allora tre precise immagini sonore si sono andate imprimendo nella mia memoria: il profondo, inspiegabile senso di familiarità al primo ascolto di Out of the Blue (1978), dalle suadenti e soleggiate melodie West Coast alla digressione nostalgica di “A Letter From Home”; le dita smaltate che corrono sulla tastiera nel montaggio della television opera “Perfect Lives” (1983) di Robert Ashley, dissezionata dall’occhio chirurgico di Peter Greenaway per il suo coevo documentario Four American Composers; infine un breve episodio dal documentario biografico Just For the Record (David Bernabo, 2020), dove un “Blue” anziano e ormai completamente cieco, ricordando la sua madre biologica Eleanor, si arresta per qualche secondo in preda alla commozione, definendolo poi come un tipico “blue gene moment”.

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Federico Mompou – Música Callada / James Rushford – See the Welter

James Rushford, piano

Unseen Worlds, 2020
modern classical, minimalism

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Che si trattasse di più o meno sincera umiltà, di una provocazione proto-dadaista o di una strategia di marketing ante litteram, la ‘musica da arredamento’ di Erik Satie ha aperto la strada a un concettualismo semiserio in un’epoca ancora dominata dal mito del compositore romantico e dei suoi intensi struggimenti. Voler distogliere l’attenzione da una melodia seducente e cristallina è di per sé un controsenso, tale però da mettere in luce il nostro mutevole rapporto con la pratica dell’ascolto, a seconda dei luoghi o dei contesti sociali in cui essa si propone.

Così come la più stoica determinazione può condurre da uno stato attentivo all’inavvertita distrazione, un approccio “laterale” e ozioso può invece innescare un processo di osmosi totale tra la sorgente musicale e il suo fruitore: è il punto di vantaggio di una musica talmente intima da rendersi fatua, inafferrabile, intrinsecamente adescrittiva. Ed è in tali recondite profondità che prendevano forma i quattro ‘quaderni’ di “Música Callada”, magnum opus e testamento spirituale del catalano Federico Mompou (1893-1987), compositore e pianista dal tratto ancora oggi attualissimo.

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