Sarah Davachi – Antiphonals

Late Music, 2021
ambient/drone, modern classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

La distrazione e, più in generale, le condizioni d’ascolto errate possono arrivare a celare completamente il quieto splendore della musica di Sarah Davachi: una musica inequivocabilmente vespertina, crepuscolare, cui soltanto l’ora tarda e il silenzio sembrano in grado di conferire un sottile manto di sacralità; un dominio espressivo che rifugge la dissonanza e accoglie, invece, il tono complementare, l’armonia aurea e sublime che già fu del tintinnabuli di Arvo Pärt e che nell’opera di Davachi appare sempre nella sua forma più sobria e impalpabile.

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Domiziano Maselli – Lazzaro

note di copertina | liner notes

Opal Tapes, 2021
dark ambient/drone

(ENGLISH TEXT BELOW)

Non c’è solitudine nell’arte, poiché essa esiste davvero soltanto in funzione dell’Altro.
Dalla notte dei tempi non c’è grido che non sia stato gettato, canto che non si sia elevato, sangue che non sia stato versato.
Se trovare pace è impossibile, la salvezza ci proverrà dall’altrui compassione?

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Harry Bertoia – Glowing Sounds

Sonambient, 2021
ambient/drone, experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

L’archivio dello scultore sonoro americano Harry Bertoia continua a dispensare amenità dal surreale potere immaginifico, grazie alla collaborazione tra Sonambient e Important Records nel riversamento digitale di oltre 350 nastri conservati presso la residenza dell’artista. Come minacciosi grattacieli di una città fantasma, i filari di steli metallici allestiti nel suo capanno in Pennsylvania furono i protagonisti e il misterioso tramite delle sue sessioni d’ascolto profondo, edite negli anni settanta in una decina di LP autoprodotti, nei mesi precedenti l’improvvisa scomparsa all’età di 63 anni.

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Anna von Hausswolff – All Thoughts Fly

Southern Lord, 2020
ambient/drone, minimalism

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Può risultare limitante e dannoso, per un artista, ritrovarsi incasellato in una precisa corrente o in un ambito stilistico che ne circoscriva il pubblico potenziale, così precludendo, in molti casi, una trasversalità che nel panorama contemporaneo è invece quantomai realizzabile. La figlia d’arte Anna von Hausswolff, pur godendo già da diversi anni di ampio riscontro presso il pubblico underground, sembra voler “assolutizzare” la sfera tematica e simbolica dalla quale anche altri nomi d’area dark hanno vieppiù teso a disancorarsi: è anche lei parte, insomma, del graduale e generalizzato spostamento d’attenzione dall’immanente al trascendente, della spinta verso una nuova dimensione sacrale e spirituale che tuttavia non tralascia la radice fragilmente umana dalla quale scaturisce. 

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Sarah Davachi – Cantus, Descant

Late Music, 2020
ambient/drone, minimalism

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Ho ripensato al romanzo di László Krasznahorkai, “Melancolia della resistenza”, dal quale il maestro ungherese Béla Tarr avrebbe poi tratto il lungometraggio “Le armonie di Werckmeister”: la riaccordatura di un pianoforte dalla cosiddetta intonazione naturale al “temperamento equabile” – proposto nel Seicento da Andreas Werckmeister – è concomitante all’insorgere di una sommossa popolare che porta in sé il seme della follia e dell’irrazionalità. Ho poi pensato a come ogni storia, grossomodo, alterni ciclicamente ordine e caos, andando incontro a punti di rottura dopo i quali si ristabilisce un nuovo equilibrio, per quanto precario, effimero o addirittura illusorio.
È oggi evidente come anche i radicali sconvolgimenti delle avanguardie storiche musicali, pur evolvendosi costantemente ed esercitando a lungo la loro influenza sulle generazioni successive, abbiano gradualmente proceduto in direzione di un inevitabile “ritorno all’ordine”, quella New Simplicity che ha riportato la tonalità e le strutture semplici al cuore della pratica compositiva.

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