Domiziano Maselli – Lazzaro

note di copertina | liner notes

Opal Tapes, 2021
dark ambient/drone

(ENGLISH TEXT BELOW)

Non c’è solitudine nell’arte, poiché essa esiste davvero soltanto in funzione dell’Altro.
Dalla notte dei tempi non c’è grido che non sia stato gettato, canto che non si sia elevato, sangue che non sia stato versato.
Se trovare pace è impossibile, la salvezza ci proverrà dall’altrui compassione?

Lazzaro non ha alcuna possibilità di eludere o lottare contro la morte: può soltanto sperare nella rinascita, portando con sé le piaghe di un obnubilante sonno senza respiro nel suo faticoso risollevarsi.
In qualche modo il racconto evangelico riesce a gettare luce anche sulla più profonda disillusione e nei più angusti recessi del nichilismo, scavando sino all’epicentro dell’ispirazione visiva e sonora della cultura occidentale.

E così come certi pittori devono ponderare a lungo un singolo tratto al fine di renderlo grezzo e apparentemente spontaneo, così Domiziano Maselli attraversa fasi di gestazione disperata, di maniacale cesellatura, per giungere alla forma finale – non definitiva – del suo espressionismo sonoro, a quell’urgenza che si manifesta nel brutale accalcarsi di sorgenti acustiche saettanti, telluriche, per poi sedimentarsi nel pietoso lirismo che sin dall’inizio si celava sotto le macerie, soffocato ma pur sempre vivo.

Voce di uno che grida nel deserto.


There’s no solitude in art, since it truly exists only in light of the Other.
Since the dawn of time there’s no cry that hasn’t been uttered, song that hasn’t been raised, blood that hasn’t been shed.
If finding peace is impossible, will salvation come from the compassion of others?

Lazarus cannot possibly evade or fight against death: he can only hope for rebirth, bringing along the wounds of a numbing, breathless sleep in his burdensome recovery.
Somehow the Gospel narrative manages to shed light even on the deepest disillusionment and in the narrowest recesses of nihilism, digging up to the epicenter of the visual and sonic inspiration of Western culture.

And just as certain painters need to ponder long on each stroke in order to render it raw and apparently spontaneous, Domiziano Maselli similarly goes through phases of desperate gestation, of maniacal chiselling, thus reaching the final –not definitive– shape of his sound expressionism, that urgency manifesting itself in the brutal jumble of darting, telluric acoustic sources, to then settle into the pitiful lyricism that was hidden under the rubble since the beginning, suffocated but still alive.

The voice of one crying in the wilderness.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...