Christian Kobi – Hidden Place of Return

Cubus, 2021
free improvisation

(ENGLISH TEXT BELOW)

Per tutti quanti il 2021 vuole – e dovrà – essere l’anno del ricongiungimento, il tempo della riconquista di ciò che chiamavamo normalità, pur sapendo che non lo era affatto. È stata la solitudine vera e duramente vissuta a porre ogni cosa in una nuova prospettiva, indubbiamente distorta e viziata, instillandoci il desiderio di tornare indietro e di riacclimatarci con un’instabilità perversamente confortevole. L’artista sperimentale, invece, sembra quasi trovarsi più a suo agio con l’ignoto che gli si para di fronte, e persino l’attimo presente gli sta troppo stretto, così che l’immobilità forzata equivale alla soppressione di qualunque prospettiva, l’attesa l’unica e inadeguata forma di esorcismo a disposizione.

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