Zachary Good & Ben Roidl-Ward – arb

Carrier, 2021
experimental, drone

(ENGLISH TEXT BELOW)

Non si può non comunicare: soltanto gli elementi naturali detengono questo esclusivo potere, mentre l’azione o l’inazione dell’essere senziente derivano sempre da una scelta volontaria, e con essa inevitabilmente producono senso. Si tratta di un assunto tutt’altro che scontato, specie a fronte di espressioni artistiche talmente lineari e ridotte all’osso da non necessitare, in apparenza, di alcuna decodifica ulteriore: ma occorre rimarcare che, anche nel più totale distacco e nell’illusione di un approccio radicalmente oggettivante, in qualche modo riuscirà a farsi strada un residuo di significazione, un seppur pallido rimando ai soggetti e al contesto che hanno prodotto una determinata istanza creativa.

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Quatuor Bozzini – Alvin Lucier: Navigations

Collection QB, 2021
contemporary classical, experimental

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In questi ultimi anni, finalmente, il pioniere della sound art Alvin Lucier può godersi il meritato privilegio di essere riconosciuto come figura di culto per una nuova generazione di musicisti classici e d’area sperimentale, spontaneamente catalizzati dalle sue intuizioni tanto essenziali quanto pregnanti, rivolte all’ascolto profondo di una vasta e inesplorata fenomenologia sonora.
Contestualmente, dopo decenni di studi empirici sulle proprietà degli oggetti e dei materiali più disparati, è emerso con crescente nitidezza l’interesse del decano statunitense per la strumentazione tradizionale: un aspetto sottolineato in particolar modo nelle pregevoli edizioni della Black Truffle – dall’antologia live Illuminated by the Moon (2018) ai brani per la Ever Present Orchestra (2020) da lui fondata. È in questo stesso solco che si inserisce il nuovo album dell’eccellente Quatuor Bozzini, ideale excursus nelle indagini microtonali e “concrete” di Lucier applicate a un ensemble di soli strumenti ad arco.

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Harry Bertoia – Glowing Sounds

Sonambient, 2021
ambient/drone, experimental

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L’archivio dello scultore sonoro americano Harry Bertoia continua a dispensare amenità dal surreale potere immaginifico, grazie alla collaborazione tra Sonambient e Important Records nel riversamento digitale di oltre 350 nastri conservati presso la residenza dell’artista. Come minacciosi grattacieli di una città fantasma, i filari di steli metallici allestiti nel suo capanno in Pennsylvania furono i protagonisti e il misterioso tramite delle sue sessioni d’ascolto profondo, edite negli anni settanta in una decina di LP autoprodotti, nei mesi precedenti l’improvvisa scomparsa all’età di 63 anni.

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Spyros Polychronopoulos / Thanos Polymeneas-Liontiris / Iakovos Pavlopoulos – Widdershins

Room40, 2021
free improvisation, experimental

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La Grecia continua ad affermarsi, tra le altre discipline, come nuovo avamposto della musica spontanea e di certe radicali sperimentazioni “morfologiche”: un anno fa era il quintetto misto di The Depths Above a coniare l’ermetico idioma di un ritualismo biomorfo, aprendo le porte all’eterotopia di un viaggio “alle latitudini dell’impossibile”. Un’indagine ipoteticamente rivolta a un orizzonte atavico o post-apocalittico, ma che a ben vedere anelava già a un’espressività fuori dal tempo e dalla storia, esito di una tabula rasa senza ritorno.
È su questo stesso terreno che potrebbero giocarsi le avanguardie del terzo millennio: una volta che le strutture tonali, la complessità della fenomenologia timbrica e la spazialità sono state fronteggiate e travalicate, rimane ancora molto (o persino tutto) da fare sul fronte temporale, mettendo in discussione l’intrinseca “orizzontalità” dell’esecuzione e della riproduzione sonora; l’utopia musicale definitiva, in sostanza, sarebbe quella di un’autentica compresenza “verticale” di piani temporali, scissa dalla consequenzialità della percezione uditiva.

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