Toshimaru Nakamura / Tetuzi Akiyama – Idiomatic Expressionism

Ftarri, 2021
eai, onkyo

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Materie inerti che si animano e collidono, tra improvvisi fiotti di calore strumentale e cruda astrazione analogica. Tra i più rodati esponenti dello sperimentalismo radicale giapponese, Toshimaru Nakamura e Tetuzi Akiyama riescono come pochi altri ad agevolare l’attrazione degli opposti, rendendo le loro pratiche performative un dispositivo di ascolto reciproco ma anche di contrasto accidentale, consci che la totale dedizione al suono (onkyō) nel suo farsi sia di per sé sufficiente a garantire una sorta di equilibrio tra le parti, per quanto labile e provvisorio.

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Toshimaru Nakamura – Culvert – No-Input Mixing Board 10

Room40, 2021
glitch-noise, experimental electronic

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Probabilmente nessuno, alle soglie del nuovo millennio, avrebbe scommesso sulla longevità dell’intuizione di Toshimaru Nakamura: dopo averne intravisto le potenzialità, invece, egli ha promosso la no-input mixing board a suo (non)strumento esclusivo, inaugurando una lunga serie di composizioni sperimentali che ancora oggi ne attestano la duttilità e l’inebriante alterità sonora.Tre anni dopo l’edizione del nono volume Re-Verbed (2018), è di nuovo la Room40 di Lawrence English a perpetuare questa eredità elettroacustica in divenire, attualmente orientata a un’estetica glitch-noise sempre più estrosa e coinvolgente.

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Keith Rowe – Absence

Erstwhile, 2021
eai

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Invitato dal sassofonista Christian Kobi all’edizione 2015 del festival »zoom in«, a Berna, Keith Rowe ha tenuto questa breve performance, oggi edita da Erstwhile con il titolo Absence, alcuni mesi prima di ultimare The Room Extended (2016), accolto sin dall’uscita come il suo testamento artistico ed espressivo. Ma nonostante le circostanze e le durate tra loro imparagonabili – poco più di mezz’ora di registrazione dal vivo contro le quattro ore abbondanti dell’opus magnum concepito in studio – risulta evidente come entrambi i “momenti” scaturiscano da un’amara consapevolezza che giunge a caratterizzarli in quanto definitivi, idealmente senza via di ritorno.

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Magnus Granberg ‎– Come Down to Earth Where Sorrow Dwelleth

Revised version for sho, koto, prepared piano and electronics

Meenna, 2020
contemporary classical, eai

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Pochi mesi fa, all’uscita della prima registrazione di “Come Down to Earth Where Sorrow Dwelleth”, venne fatta una breve menzione del suo specifico adattamento in occasione del primo viaggio di Magnus Granberg in Giappone. Un legame già consolidato con i rodati sperimentatori Toshimaru Nakamura e Ko Ishikawa – membri dell’ensemble Skogen fondato dal compositore svedese – lo ha infatti condotto nel tempio dell’avanguardia radicale e della libera improvvisazione a Tokyo: le mura del locale underground Ftarri hanno così accolto il debutto di un inedito quartetto elettroacustico, impegnato in un’eccentrica rilettura della partitura precedentemente affidata all’ensemble da camera Ordinary Affects.

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Choi Joonyong / Jin Sangtae – Hole in My Head

Erstwhile, 2020
eai, sound art

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Gli unici veri non-luoghi sono quelli della mente: ma riuscire a conferirvi una forma tangibile non sempre equivale al delineamento di un paesaggio equilibrato, pittoricamente appagante, né tantomeno ne risolve il mistero interiore dal quale ha avuto origine. Nella creazione di un documento audio, persino il più semplice accadimento sonoro deriva da un’idea e da un gesto, fosse anche soltanto premere il pulsante di registrazione: ed è proprio il gesto – manifesto, dissimulato, occultato, mediato – il protagonista assoluto della libera esplorazione condotta dai sound artist sudcoreani Choi Joonyong e Jin Sangtae nella loro ultima collaborazione sotto l’egida di Erstwhile Records, dopo vent’anni di attività ancora stabile nel presidiare i territori della più radicale alterità espressiva.

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