Reinier van Houdt – drift nowhere past / the adventure of sleep

elsewhere, 2022
eai, experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

Ogni regola, ogni pratica abituale è venuta improvvisamente meno per tentare di far fronte ai mesi dell’isolamento. Ai piani di lungo termine si è sostituita la strategia di sopravvivenza quotidiana, con qualunque mezzo necessario. Per l’artista di professione – l’ingranaggio “in eccesso” nella macchina sociale –, una crisi profonda a tal punto da rimettere in discussione il proprio ruolo individuale, scavalcato dall’eroismo conclamato del settore sanitario e della classe operaia che nonostante tutto eccetera eccetera.
Nelle rare esternazioni pubbliche di Reinier van Houdt, in quel periodo, ho letto parole disarmate, vuote di speranza in un ritorno alla pur precaria normalità di prima. Ma forse mai come in quel momento, per lui e per tantissimi altri, l’arte è stata il rifugio più immediato e irrinunciabile, il luogo dell’illusione e dell’utopia ove dar sfogo alle proprie angosce.

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Toshimaru Nakamura / Tetuzi Akiyama – Idiomatic Expressionism

Ftarri, 2021
eai, onkyo

(ENGLISH TEXT BELOW)

Materie inerti che si animano e collidono, tra improvvisi fiotti di calore strumentale e cruda astrazione analogica. Tra i più rodati esponenti dello sperimentalismo radicale giapponese, Toshimaru Nakamura e Tetuzi Akiyama riescono come pochi altri ad agevolare l’attrazione degli opposti, rendendo le loro pratiche performative un dispositivo di ascolto reciproco ma anche di contrasto accidentale, consci che la totale dedizione al suono (onkyō) nel suo farsi sia di per sé sufficiente a garantire una sorta di equilibrio tra le parti, per quanto labile e provvisorio.

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Toshimaru Nakamura – Culvert – No-Input Mixing Board 10

Room40, 2021
glitch-noise, experimental electronic

(ENGLISH TEXT BELOW)

Probabilmente nessuno, alle soglie del nuovo millennio, avrebbe scommesso sulla longevità dell’intuizione di Toshimaru Nakamura: dopo averne intravisto le potenzialità, invece, egli ha promosso la no-input mixing board a suo (non)strumento esclusivo, inaugurando una lunga serie di composizioni sperimentali che ancora oggi ne attestano la duttilità e l’inebriante alterità sonora.Tre anni dopo l’edizione del nono volume Re-Verbed (2018), è di nuovo la Room40 di Lawrence English a perpetuare questa eredità elettroacustica in divenire, attualmente orientata a un’estetica glitch-noise sempre più estrosa e coinvolgente.

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Keith Rowe – Absence

Erstwhile, 2021
eai

(ENGLISH TEXT BELOW)

Invitato dal sassofonista Christian Kobi all’edizione 2015 del festival »zoom in«, a Berna, Keith Rowe ha tenuto questa breve performance, oggi edita da Erstwhile con il titolo Absence, alcuni mesi prima di ultimare The Room Extended (2016), accolto sin dall’uscita come il suo testamento artistico ed espressivo. Ma nonostante le circostanze e le durate tra loro imparagonabili – poco più di mezz’ora di registrazione dal vivo contro le quattro ore abbondanti dell’opus magnum concepito in studio – risulta evidente come entrambi i “momenti” scaturiscano da un’amara consapevolezza che giunge a caratterizzarli in quanto definitivi, idealmente senza via di ritorno.

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Magnus Granberg ‎– Come Down to Earth Where Sorrow Dwelleth

Revised version for sho, koto, prepared piano and electronics

Meenna, 2020
contemporary classical, eai

(ENGLISH TEXT BELOW)

Pochi mesi fa, all’uscita della prima registrazione di “Come Down to Earth Where Sorrow Dwelleth”, venne fatta una breve menzione del suo specifico adattamento in occasione del primo viaggio di Magnus Granberg in Giappone. Un legame già consolidato con i rodati sperimentatori Toshimaru Nakamura e Ko Ishikawa – membri dell’ensemble Skogen fondato dal compositore svedese – lo ha infatti condotto nel tempio dell’avanguardia radicale e della libera improvvisazione a Tokyo: le mura del locale underground Ftarri hanno così accolto il debutto di un inedito quartetto elettroacustico, impegnato in un’eccentrica rilettura della partitura precedentemente affidata all’ensemble da camera Ordinary Affects.

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