Matmos – The Consuming Flame: Open Exercises in Group Form

Thrill Jockey, 2020
idm, experimental electronic

Recensione pubblicata anche su Ondarock.it
(ENGLISH TEXT BELOW)

Ho indugiato un po’, dato che scrivere una recensione breve sarebbe equivalso a una specie di insulto, mentre una lunga e doviziosa occuperebbe svariati metri di testo digitale: ma come si fa a tirare le somme di un triplo album dei Matmos – di per sé stessi, all’udito come a parole, una sfida sempre avvincente – che coinvolge novantanove ospiti di ogni genere e nazionalità? Mi ha in parte frenato, da principio, la mancanza di uno dei tipici concept portanti che caratterizzano l’intera produzione dell’eccentrico duo californiano, che limitando scientemente il proprio campo d’azione ha sempre offerto risultati di sorprendente elasticità a partire da elementi e modus operandi quantomai rigorosi. 
Decisamente infondato, quel timore iniziale, dato che a conti fatti l’esito è decisamente meno caotico e tentacolare di quanto potesse sembrare sulla carta, anzi. Se è vero, infatti, che M.C. Schmidt e Drew Daniel sono sempre stati scienziati di laboratorio curiosi e aperti al mondo, ciò non ne ha mai intaccato o compromesso l’intransigenza, finanche la mania del controllo sulla forma finale della loro visione. E per quanto ambizioso e debordante, The Consuming Flame non fa certo eccezione.

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Iancu Dumitrescu & Ana-Maria Avram at the GRM Paris

(performed by Stephen O’Malley)

Ideologic Organ, 2020
experimental, avantgarde

(ENGLISH TEXT BELOW)

Un cruciale ricambio generazionale negli organi direttivi dell’INA/GRM (Groupe De Recherches Musicales) ha fatto sì che, negli ultimi anni, i protagonisti dell’odierna scena drone ed elettroacustica si avvicinassero progressivamente ai luoghi e alle pratiche delle avanguardie storiche, convergendo in una nuova e fruttuosa rete di interscambi artistici a livello internazionale.
Sotto la direzione di Christian Zanési prima (2006-2015) e di François Bonnet poi (2016-) si è inoltre rafforzato il legame tra l’istituzione parigina e l’etichetta austriaca Editions Mego, nel cui roster trovano spazio alcuni tra i più fulgidi talenti della sperimentazione contemporanea (recentissimo l’avvio dell’inedita serie in Lp ‘Portraits GRM’).

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Roly Porter – Kistvaen

Subtext, 2020
experimental electronic

(ENGLISH TEXT BELOW)

Le opere d’arte più fatali e perturbanti non nascono propriamente dall’intenzione, quanto piuttosto dalla tormentosa escavazione nelle profondità del vissuto interiore, luoghi dell’Io nei quali è impervio addentrarsi e non è dato di trovare risposte rassicuranti. L’unica consapevolezza, laggiù, è quella di essersi perduti: la palingenesi divina ha mancato di compiersi con segni evidenti, la via della salvezza è un terreno aspro e ripido che si percorre in solitudine. Ma è l’ineluttabile corso della storia, o forse un’inquietudine atavica, che spinge a creare opere come Kistvaen?

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