Janis Lago – Daughter of Sappho / Recovery

Next Year’s Snow, 2021
experimental electronic, sound art

(ENGLISH TEXT BELOW)

Le rivoluzioni, o quantomeno le scosse più decise nell’orizzonte artistico arrivano sempre dal basso, e a maggior ragione nell’era di Internet: giunti a quella che parrebbe già essere la fase calante dell’elettronica hi-tech (o, come l’ha definita Simon Reynolds, conceptronica), c’era la curiosità di sapere cosa sarebbe rimasto all’ipotetico indomani di un tale collasso estetico, fusione a caldo e rapprendimento bidimensionale di quella “polifonia di nessuno” che è l’identità individuale e collettiva nell’era contemporanea.
Il profilo evasivo e indefinibile della producer Janis Lago emerge tutto d’un tratto dal sottobosco delle community online, pubblicando tre diversi album nei soli primi due mesi del 2021: un atto di forza lontano dal clamore degli hype annunciati ma che, attraverso un capillare passaparola, potrebbe divenire in breve tempo un solido culto della nuova elettronica sperimentale.

Leggi tutto / read more

Mika Vainio – Last Live

Editions Mego, 2021
noise, glitch

(ENGLISH TEXT BELOW)

A me in fondo non dispiace l’idea che questo sia davvero il lascito finale di Mika Vainio. Non perché il guru dell’elettronica finlandese non avesse ormai più nulla da dire – tutt’altro, a giudicare anche dai progetti pubblicati postumi –, né per il fatto che questo live rappresenti una qualche summa del suo incompiuto percorso di sperimentazione. È soltanto una conclusione putativa e non un testamento volontario, ma malgrado ciò ci resta quantomeno l’opportunità di apprezzare un’uscita di scena aspra e incompromissoria, un affondo risoluto nel più radicale minimal/massimalismo analogico.

Leggi tutto / read more

Autechre – PLUS

Warp, 2020
idm

(ENGLISH TEXT BELOW)

Anche nella critica musicale il tempo a volte ci dà ragione, altre volte ci spinge a tornare sui nostri passi e riconsiderare certe interpretazioni arbitrarie: di rado, però, questo accade nel giro di due settimane scarse, intervallo che separa la pubblicazione dell’atteso SIGN e l’uscita a sorpresa del suo “gemello” PLUS. Certo, un ritorno così succinto poteva lecitamente apparire strano, dopo i vari formati multipli che si sono avvicendati da elseq (2016) in poi, passando anche per gli imponenti ‘live batch’ resi disponibili in formato digitale: ed ecco difatti un altro album di pari durata, corollario a un corpus di materiali già di per sé denso e non ancora pienamente assorbito.

Leggi tutto / read more

Matmos – The Consuming Flame: Open Exercises in Group Form

Thrill Jockey, 2020
idm, experimental electronic

Recensione pubblicata anche su Ondarock.it
(ENGLISH TEXT BELOW)

Ho indugiato un po’, dato che scrivere una recensione breve sarebbe equivalso a una specie di insulto, mentre una lunga e doviziosa occuperebbe svariati metri di testo digitale: ma come si fa a tirare le somme di un triplo album dei Matmos – di per sé stessi, all’udito come a parole, una sfida sempre avvincente – che coinvolge novantanove ospiti di ogni genere e nazionalità? Mi ha in parte frenato, da principio, la mancanza di uno dei tipici concept portanti che caratterizzano l’intera produzione dell’eccentrico duo californiano, che limitando scientemente il proprio campo d’azione ha sempre offerto risultati di sorprendente elasticità a partire da elementi e modus operandi quantomai rigorosi. 
Decisamente infondato, quel timore iniziale, dato che a conti fatti l’esito è decisamente meno caotico e tentacolare di quanto potesse sembrare sulla carta, anzi. Se è vero, infatti, che M.C. Schmidt e Drew Daniel sono sempre stati scienziati di laboratorio curiosi e aperti al mondo, ciò non ne ha mai intaccato o compromesso l’intransigenza, finanche la mania del controllo sulla forma finale della loro visione. E per quanto ambizioso e debordante, The Consuming Flame non fa certo eccezione.

Leggi tutto / read more