Bryce Hackford – Cloud Holding

Futura Resistenza, 2022
experimental electronic, sound art

(ENGLISH TEXT BELOW)

È diventato fin troppo facile – oseremmo dire scontato – produrre musica completamente “artificiale”, ricorrendo esclusivamente a software non soltanto autosufficienti, ma in grado di replicare, come in uno speculare mondo sommerso, l’intera gamma della strumentazione acustica. Assai meno banale, soprattutto dopo decenni in cui ci siamo vieppiù abituati ai linguaggi della musica elettronica, è riuscire a trasmettere efficacemente la sensazione dell’artificialità, l’irriducibile, straniante divario tra vivente e inanimato.
Nel caso del quinto LP del polistrumentista newyorkese Bryce Hackford, la chiave di tale forma espressiva si rivela nell’attuazione di un procedimento inverso, manipolando fonti tratte da una performance collettiva quel tanto che basta a farle sembrare aliene o, in certi casi, del tutto irreali.

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