Taylor Brook / TAK Ensemble – Star Maker Fragments

TAK Editions, 2021
contemporary classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

Benché le principali forme narrative siano storicamente legate all’espressione verbale, non per questo dovremmo precluderci l’opportunità di concepire e sviluppare una forma di storytelling nella quale sia la componente sonora a predominare: d’altronde anche la stessa voce umana afferisce a tale insieme, ben prima di qualunque sedimentazione linguistica, e dunque non necessariamente si lega a un codice irrigidito per poter veicolare sensazioni e significati.
Pensiamo al “Pierino e il lupo” di Sergej Prokofiev, dove seppur permane un marcato carattere teatrale e affabulatorio, sono i leitmotiv melodici che scandiscono il racconto a superare in vividezza e suggestione la componente testuale, divenendo a loro modo universali. E forse è proprio a partire da questo approccio “didattico”, rivolto anzitutto a un pubblico infantile, che possiamo riscoprire pienamente il potere narrativo del suono e della musica in sé.

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Quatuor Bozzini – Alvin Lucier: Navigations

Collection QB, 2021
contemporary classical, experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

In questi ultimi anni, finalmente, il pioniere della sound art Alvin Lucier può godersi il meritato privilegio di essere riconosciuto come figura di culto per una nuova generazione di musicisti classici e d’area sperimentale, spontaneamente catalizzati dalle sue intuizioni tanto essenziali quanto pregnanti, rivolte all’ascolto profondo di una vasta e inesplorata fenomenologia sonora.
Contestualmente, dopo decenni di studi empirici sulle proprietà degli oggetti e dei materiali più disparati, è emerso con crescente nitidezza l’interesse del decano statunitense per la strumentazione tradizionale: un aspetto sottolineato in particolar modo nelle pregevoli edizioni della Black Truffle – dall’antologia live Illuminated by the Moon (2018) ai brani per la Ever Present Orchestra (2020) da lui fondata. È in questo stesso solco che si inserisce il nuovo album dell’eccellente Quatuor Bozzini, ideale excursus nelle indagini microtonali e “concrete” di Lucier applicate a un ensemble di soli strumenti ad arco.

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Jim O’Rourke – Best that you do this for me

Apartment House

Another Timbre, 2021
contemporary classical, reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

«Non penso alla “creatività” o all’“espressione” perché credo che accadano spontaneamente, che tu lo voglia o no. Semmai, credo che tentare di essere creativi sia una trappola. Probabilmente sono più motivato dai problemi che da qualunque desiderio di creare.»

Nelle recenti pubblicazioni a firma di Jim O’Rourke torna a porsi insistentemente l’enigma della “sparizione autoriale”, della volontaria fuoriuscita dal quadro espressivo in favore di un’estetica residuale, ormai del tutto svuotata di concettualismi e marcate stilizzazioni. Significa immaginare il fare artistico come un serbatoio esausto, prosciugato dal furore anarchico delle avanguardie storiche e dall’ansia polisemica e decentrante della postmodernità, e di conseguenza lavorare con ciò che rimane, sulla nuda superficie dell’involucro mediale, ove l’interprete agisce come proiettando un’ombra esile ed effimera del suo strumento.

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Claudio Ambrosini – Chamber Music

Sonia Visentin, Ex Novo Ensemble

Kairos, 2020
contemporary classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

“Sento la musica come energia. […] E ‘energia’, naturalmente, non è solo la forza; c’è energia nelle cose più dolci, nelle carezze, nei silenzi.”

Parole che pronunciate da un autore qualsiasi potrebbero suonare affettate o patetiche, nel caso del maestro italiano Claudio Ambrosini (*1948) rappresentano la sintesi più pertinente ed efficace immaginabile per la sua arte. Leone d’Oro alla Biennale Musica nel 2007 e fondatore dell’Ex Novo Ensemble – nome che racchiude in sé il colpo di spugna operato dalla sua scrittura musicale – è egli stesso a definirsi un fauve, richiamandosi non soltanto alla vividezza cromatica e alle innovative soluzioni formali della corrente pittorica francese, ma più in generale a un eccentrico universo espressivo che sembra capovolgere la superficie del visibile al fine di rivelare, giust’appunto, il sòstrato di energie che pervade e alimenta l’esistenza stessa.

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Erkki-Sven Tüür ‎– Lost Prayers

ECM, 2020
contemporary classical

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Si può lecitamente obiettare che nel tempo la linea editoriale dell’etichetta di Manfred Eicher si sia fatta vieppiù “conservatrice”, con pubblicazioni atte a consolidare un ‘ECM sound’ che ormai di rado si spinge nei territori della sperimentazione e delle nuove avanguardie. Ciò non toglie che, quand’anche si trattasse soltanto della periodica rivendicazione di un primato, è proprio ad Eicher che dobbiamo la diffusione e il riconoscimento internazionale di ammirevoli compositori dell’est Europa e dell’ex Repubblica Sovietica, da Arvo Pärt a Giya Kancheli, da Valentin Silvestrov a Tigran Mansurian.
Risale alla metà degli anni novanta il legame con il maestro estone Erkki-Sven Tüür (*1959), al quale Eicher voleva da tempo dedicare un progetto incentrato unicamente sul repertorio cameristico: sono infatti datati tra il 2002 e il 2017 i quattro brani raccolti nel settimo ‘portrait album’ di Tüür per la New Series del marchio monacense; un corpus inteso a rappresentare incisivamente la fluidità stilistica e la sfuggente evocatività della sua poetica.

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