Nicola Di Croce – Affective Room Tones

901 Editions, 2021
ambient, field recordings

Cover image by Giacomo Cosua. © Veilhan/ADAGP 2021

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Quand’è che uno spazio diventa luogo? È sufficiente conferirvi una funzione, un determinato carattere, affinché possa acquisire la propria identità? O è piuttosto la presenza di esseri senzienti a sottrarlo all’anonimia? Le installazioni sonore di Nicola Di Croce – come in fondo ogni opera d’arte – non possono realmente prescindere da coloro che ne faranno esperienza diretta, e anzi esse si nutrono di questa necessaria interazione fisica, sensoriale ed emotiva.
Registrato negli spazi dello Studio Venezia di Xavier Veilhan – allestimento progettato per la Biennale di Venezia 2017 –, Affective Room Tones accoglie e integra in sé le voci degli avventori e le altre tracce inavvertite del loro passaggio, elementi acustici in grado di popolare e modificare le sorgenti di diffusione predisposte dall’artista.

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Fuantei – Kaze ga kanjō o hakobu. Subete ga kawarudarou

901 Editions, 2021
ambient, field recordings

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Credo che non ci sia momento più appropriato del primissimo mattino, appena sul fare del giorno, per ascoltare questo delicatissimo esordio di Fuantei: quel momento in cui i contorni dell’orizzonte si stagliano come tenui pitture di luce, mentre lo scenario acustico si popola, un minuto alla volta, dei distintivi flussi sonori umani, animali e meccanici. Ecco, questo piccolo, pregnante tratteggio musical-documentale è la libera descrizione di un frangente di vita liminale, ancora imbevuto di un viscoso onirismo destinato a dissolversi nella caotica commozione della quotidianità.

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Anne Guthrie – Gyropedie

Students of Decay, 2021
sound art, field recordings, reductionism

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In un periodo storico in cui la nuova generazione di sperimentatori si rende sempre più prolifica, alimentando un interesse crescente verso le alterità musicali del presente, la sound artist americana Anne Guthrie mantiene un profilo distante ed ermetico, ponderando a lungo prima di dare alle stampe un’opera compiuta. Lo fa mantenendosi fedele all’etichetta indipendente Students of Decay di Cincinnati, Ohio, tratteggiando così un percorso evolutivo irregolare e imprevedibile, che dalla simbiosi naturale/antropica di Codiaeum Variegatum (2014) si è addentrato nell’angoscioso rimosso psichico di Brass Orchids (2018), per ritornare oggi alla poetica riduzionista, sottilmente sinestetica di Gyropedie.

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Bill Fontana – Landscape Sculpture With Fog Horns

Other Minds, 2020
sound art, field recordings

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Benché le porte dell’ascolto “esteso” fossero già state da tempo spalancate, grazie all’atto di forza teorico e pratico inaugurato da John Cage, sino agli anni settanta il soggetto e il fulcro della creazione sonora è rimasto l’uomo, in veste di artefice o di tramite in rapporto a idee scaturite dall’ingegno e dalla visione artistica. Pur con la massima libertà metodologica, insomma, si permaneva ancora nel dominio della ‘musica’ [μουσική] in quanto distillato di un’ispirazione che, per assurgere allo status di opera d’arte, doveva necessariamente compiersi per mezzo di una volontà fattiva ed esplicita.
Sarà il canadese R. Murray Schafer, nel 1977, a introdurre ufficialmente nel discorso contemporaneo l’orizzonte teorico del soundscape e, più in generale, dell’ecologia acustica: e se da un lato l’attenzione dei suoi saggi è rivolta all’impatto dell’azione umana sull’equilibrio degli ambienti naturali, dall’altro emerge l’ipotesi di una pratica d’ascolto attivo tale da imporsi come forma di composizione in piena regola. Nasceva una progettualità tesa a captare, decodificare e reinterpretare la realtà per mezzo del solo udito.

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Francisco López – untitled #346

Vernalis, 2020
sound art, field recordings

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La creazione dell’etichetta Vernalis non è che l’ultimo tassello, in ordine temporale, di un percorso stoicamente votato al fare e legittimare l’arte sonora al pari delle altre e più storicizzate discipline. Sotto questo nuovo marchio converge la visione di tre protagonisti italiani: Enrico Coniglio (già responsabile della all-digital Galaverna), Nicola Di Croce e Leandro Pisano, che sin dai primi anni Duemila incarnano lo studio e la pratica di un’ecologia sonora atta a mappare, documentare e “riconfigurare” i più o meno percepibili fenomeni acustici del reale. 
È un rito di buon auspicio, oltre che un gesto di riverenza, inaugurare l’attività di Vernalis con un’opera inedita del collega spagnolo Francisco López, illustre teorico del suono e tra i più visionari manipolatori di field recordings al mondo. Sinora mai apparso su supporto discografico, “untitled #346” (2016) consta di cd e libretto contenuti in una busta isotermica, edizione limitata in collaborazione con Krisis Publishing.

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