Iancu Dumitrescu & Ana-Maria Avram at the GRM Paris

(performed by Stephen O’Malley)

Ideologic Organ, 2020
experimental, avantgarde

(ENGLISH TEXT BELOW)

Un cruciale ricambio generazionale negli organi direttivi dell’INA/GRM (Groupe De Recherches Musicales) ha fatto sì che, negli ultimi anni, i protagonisti dell’odierna scena drone ed elettroacustica si avvicinassero progressivamente ai luoghi e alle pratiche delle avanguardie storiche, convergendo in una nuova e fruttuosa rete di interscambi artistici a livello internazionale.
Sotto la direzione di Christian Zanési prima (2006-2015) e di François Bonnet poi (2016-) si è inoltre rafforzato il legame tra l’istituzione parigina e l’etichetta austriaca Editions Mego, nel cui roster trovano spazio alcuni tra i più fulgidi talenti della sperimentazione contemporanea (recentissimo l’avvio dell’inedita serie in Lp ‘Portraits GRM’).

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Weekly Recs | 2020/25

Rhodri Davies – Transversal Time (Confront Recordings, 2020)

Anla Courtis & Daniel Menche – Cuspa Llulu (Moving Furniture, 2020)

Antoine Beuger – Dedekind Duos (Inexhaustible Editions, 2020)

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Keiji Haino – 黑的意义 The Meaning of Blackness […]

Old Heaven Books, 2020
experimental, noise, free impro

(ENGLISH TEXT BELOW)

In un’epoca in cui l’avanguardia e la sperimentazione sembrano insiemi di propaggini caotiche, miriadi di discepoli e pochi veri maestri, Keiji Haino si mantiene un fulcro costante e incrollabile, benché itinerante tra numerosi progetti e collaborazioni ad ampio raggio. Anche i sempre più frequenti interventi in situazioni collettive, d’altronde, finiscono sempre per diventare qualcosa di essenzialmente suo, affiancato puntualmente da comprimari di tutto rispetto – tra i più recenti e meritevoli bisogna menzionare i SUMAC di Aaron Turner, il collettivo free-jazz Konstrukt e la consolidata triade con Jim O’Rourke e Oren Ambarchi.
Mancava invece da qualche tempo l’Haino “solitario”, pienamente autoriferito come nei leggendari esordi degli anni 80: pur trattandosi di una registrazione live, The Meaning of Blackness è considerata dal suo autore come un’opera compiuta e a sé stante, ribadendo che anche una performance – più o meno improvvisata che sia – è a pieno titolo un atto volontario di composizione.

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Alvin Lucier – String Noise

Black Truffle, 2020
experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

L’intera visione artistica di Alvin Lucier si può dividere tra interventi di “sconsacrazione” e nobilitazione, vòlti a trasmutare il già noto – il classico – in qualcosa di inedito, e a far sì che i più umili materiali divengano il tramite per una rivelazione acustica che non necessariamente dipende dall’azione umana. La passione del decano statunitense per le più nascoste fenomenologie del suono può arrivare a tal punto da disconoscere e reinventare la natura di ogni oggetto o strumento, persino uno carico di tradizione e canoni universali come il violino.
E d’altronde, allo stesso modo in cui una parola sembra slegarsi dal suo significato nel momento in cui la ripetiamo senza sosta per un centinaio di volte, così anche posare un violino su un tavolo e osservarlo a lungo, in silenzio, può farcelo apparire come un semplice manufatto in legno e corde, passibile di qualsiasi esperimento atto a produrre suono.

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