Thomas Meadowcroft – Percussion Works

Speak Percussion

Mode Records, 2020
contemporary classical

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Postmoderno è scrivere un quartetto d’archi come se fosse destinato a un ensemble di percussionisti, e viceversa. Ma in fondo tanti autori contemporanei non hanno fatto altro che liberare il potenziale inespresso degli strumenti classici, e in particolare quelli ritenuti “secondari” sino al tramonto dell’epoca romantica.
Le barriere demolite dall’orecchio “assoluto” di John Cage – egli stesso autore di pionieristici brani per percussioni – sono state solo il preludio a un processo di radicale reimmaginazione ancora in divenire, del quale l’australiano Thomas Meadowcroft (*1972) giunge ora a configurarsi come un promettente esponente.

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Portraits GRM: Jim O’Rourke

(ENGLISH TEXTS BELOW)

Un legame già fertile e consolidato, quello tra la storica istituzione parigina GRM (Groupe De Recherches Musicales) e l’etichetta viennese Editions Mego: quest’ultima, nel 2012, si rendeva complice designata nel creare una serie di fondamentali riedizioni dedicate ai maestri della musique concrète, della sperimentazione elettroacustica e acusmatica, contando sin dal primo anno sei Lp con opere di Pierre Schaeffer, Bernard Parmegiani, Luc Ferrari e altri pionieri del secondo Novecento; a oggi i volumi della serie ‘Recollection GRM’ sono ventiquattro tra monografici e compilation (‘Traces’). 
Riportare il passato della musica elettronica nel presente: questo il chiaro intento della virtuosa iniziativa discografica prodotta da Peter Rehberg – fondatore di eMego – in stretta collaborazione con i direttori artistici di Ina/GRM, ovvero Christian Zanési (dal 2006 al 2015) e François Bonnet, alias Kassel Jaeger (dal 2016 al presente).

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Jon Balke – Discourses

ECM, 2020
modern classical, free jazz

(ENGLISH TEXT BELOW)

Non ci si può illudere che le questioni pubbliche e private rimangano del tutto separate dalla creazione artistica – a meno di compiere uno sforzo meta-linguistico tale da simulare il riferirsi del medium unicamente a se stesso. Nell’era digitale, poi, il brusio di fondo si è reso tanto impalpabile quanto frastornante, soppiantando la conoscenza con un’ipertrofica e ubiqua ‘informazione’ che sembra voler colonizzare ogni ambito della nostra esistenza.
Più faticosamente che mai, dunque, la mente creativa deve farsi strada nella fitta selva della quotidianità per raggiungere la concentrazione necessaria a incanalare le proprie capacità nella giusta direzione. Oppure deve fare del brusio il proprio complice: e in un periodo storico nel quale infuria la vacuità del dibattito politico, Jon Balke riscopre e traduce in musica la nobile (e obliata) arte della retorica.

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