Anthony Braxton – 12 Comp (ZIM) 2017

Firehouse 12, 2021
avantgarde, chamber free jazz

(ENGLISH TEXT BELOW)

Navigare al seguito di un genio eccentrico come Anthony Braxton non è cosa da tutti, poiché le libertà che offre all’esecutore non sono mai assolute e rispondono sempre a una visione parimenti risoluta e priva di compromessi. Significa abbracciare le molteplici declinazioni di un linguaggio inestricabile e irrisolvibile, iterazione evolutiva di un sistema musicale eminentemente postmoderno che non potrà mai essere ascritto a un solo genere o una sola stagione d’avanguardia, poiché passibile di infinite riletture strumentali e combinazioni tra partiture afferenti a un catalogo già di per sé sconfinato.

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Weekly Recs | 2020/40

Moor Mother – Circuit City (Don Giovanni, 2020)

Thurston Moore / John Edwards / Terry Day / John Butcher / Steve Beresford – Stovelit Lines (2020)

Lucio Capece & Werner Dafeldecker – Iteration (Another Timbre, 2020)

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Jon Balke – Discourses

ECM, 2020
modern classical, free jazz

(ENGLISH TEXT BELOW)

Non ci si può illudere che le questioni pubbliche e private rimangano del tutto separate dalla creazione artistica – a meno di compiere uno sforzo meta-linguistico tale da simulare il riferirsi del medium unicamente a se stesso. Nell’era digitale, poi, il brusio di fondo si è reso tanto impalpabile quanto frastornante, soppiantando la conoscenza con un’ipertrofica e ubiqua ‘informazione’ che sembra voler colonizzare ogni ambito della nostra esistenza.
Più faticosamente che mai, dunque, la mente creativa deve farsi strada nella fitta selva della quotidianità per raggiungere la concentrazione necessaria a incanalare le proprie capacità nella giusta direzione. Oppure deve fare del brusio il proprio complice: e in un periodo storico nel quale infuria la vacuità del dibattito politico, Jon Balke riscopre e traduce in musica la nobile (e obliata) arte della retorica.

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