Anthony Braxton & Eugene Chadbourne – Duo (Improv) 2017

New Braxton House, 2020
free improvisation

(ENGLISH TEXT BELOW)

Se osservate da una certa distanza le dinamiche di gioco dei bambini, vi accorgerete che spesso si creano contrasti tra chi vuole impostare alcune regole di base comuni e chi, invece, vuole soltanto divertirsi senza limitazioni di sorta. Già nell’infanzia, insomma, prendono forma le “guardie e ladri” di domani, piccoli maniaci del controllo e furbetti anarchici che, pur condividendo gli stessi spazi e tollerandosi a vicenda, non possono fare a meno di rimarcare le loro divergenti attitudini.
Nelle loro produzioni musicali Anthony Braxton (*1945) e Eugene Chadbourne (*1954) condividono lo stesso grado di libertà espressiva, ma i rispettivi modus operandi differiscono essenzialmente secondo la dicotomia di cui sopra: tanto l’uno ama predisporre in sequenza i propri schemi d’azione – seppur elastici e stratificati all’inverosimile – quanto l’altro non intende rinunciare all’ebbrezza e all’imperfezione dell’istinto subitaneo.

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Anthony Braxton – GTM (Syntax) 2017

2019, New Braxton House
choral, avantgarde


(ENGLISH TEXT BELOW)

La cinquantennale epopea artistica di Anthony Braxton è indubbiamente una grande storia di libertà, ma anche di estremo rigore e infaticabile ricerca, attitudini che lo hanno portato ben al di là delle pionieristiche avventure che ancora oggi incarnano la definizione stessa di avant-jazz. Partendo dagli sconvolgenti tour de force per sassofono solo, nel tempo il luminare americano ha evoluto i suoi molteplici sistemi compositivi nelle forme più disparate, arrivando a sconfinare nel dominio della classica contemporanea, dai quartetti d’archi alle orchestre multiple d’eredità stockhauseniana.

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