
♢ Yair Elazar Glotman & Mats Erlandsson – Emanate (FatCat, 2020)
♢ Jo David Meyer Lysne & Mats Eilertsen – Kroksjø (Hubro, 2020)
♢ Aisha Orazbayeva – Music for Violin Alone (SN Variations, 2020)

♢ Yair Elazar Glotman & Mats Erlandsson – Emanate (FatCat, 2020)
♢ Jo David Meyer Lysne & Mats Eilertsen – Kroksjø (Hubro, 2020)
♢ Aisha Orazbayeva – Music for Violin Alone (SN Variations, 2020)
(ENGLISH TEXTS BELOW)
Recensioni originariamente pubblicate su Ondarock.it (1 / 2)

Shiiin, 2017
minimalism
Secondo Éliane Radigue, decana della composizione sperimentale francese, tutti noi siamo immersi in un oceano di copiose onde sonore che legano il nostro pianeta, il Sole e tutti gli altri sistemi e galassie che costituiscono l’universo. È stata investita da questa vertiginosa illuminazione negli anni Settanta, periodo in cui ha abbracciato la pratica buddhista incoraggiata dal mentore Terry Riley, pensiero e stile di vita che hanno continuato a nutrire la sua longeva ricerca attorno all’ampio spettro sub-armonico celato nei toni continui.
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♢ Okkyung Lee – Yeo-Neun (Shelter Press, 2020)
♢ Lawrence English – Lassitude (Room40, 2020)
♢ Aperture – Live Recordings (Stray Signals, 2020)
Old Heaven Books, 2020
experimental, noise, free impro

(ENGLISH TEXT BELOW)
In un’epoca in cui l’avanguardia e la sperimentazione sembrano insiemi di propaggini caotiche, miriadi di discepoli e pochi veri maestri, Keiji Haino si mantiene un fulcro costante e incrollabile, benché itinerante tra numerosi progetti e collaborazioni ad ampio raggio. Anche i sempre più frequenti interventi in situazioni collettive, d’altronde, finiscono sempre per diventare qualcosa di essenzialmente suo, affiancato puntualmente da comprimari di tutto rispetto – tra i più recenti e meritevoli bisogna menzionare i SUMAC di Aaron Turner, il collettivo free-jazz Konstrukt e la consolidata triade con Jim O’Rourke e Oren Ambarchi.
Mancava invece da qualche tempo l’Haino “solitario”, pienamente autoriferito come nei leggendari esordi degli anni 80: pur trattandosi di una registrazione live, The Meaning of Blackness è considerata dal suo autore come un’opera compiuta e a sé stante, ribadendo che anche una performance – più o meno improvvisata che sia – è a pieno titolo un atto volontario di composizione.

♢ Klara Lewis – Ingrid (Editions Mego, 2020)
♢ Anthony Braxton & Jacqueline Kerrod – Duo (Bologna) 2018 (I dischi di AngelicA, 2020)
♢ Brutter – Montreuil Beats (2020)