Jürg Frey – I Listened to the Wind Again

Louth Contemporary Music Society, 2021
contemporary classical, reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

Che si tratti degli elementi naturali, del tratto elusivo di una natura morta dipinta, o di una pagina di poesia bucolica, il linguaggio compositivo di Jürg Frey non sembra poter fare a meno di dialogare con l’ineffabile e l’impalpabile, ricercando una mimesi che talvolta ne sfiora l’apparenza, quasi sempre l’essenza profonda e nascosta. Si possono così discernere le due principali declinazioni della sua estetica: da un lato, l’anelito al presque rien come sede di un’espressività ai minimi termini, pre-musicale (l’âme est sans retenue I, 120 Pieces of Sound); dall’altro, la fioritura lirica ispirata alla superficie pittorica e alla parola scritta, trasposizioni metafisiche dell’esperienza sensibile e del vissuto interiore (Grizzana and Other Pieces 2009-2014, Collection Gustave Roud).

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Éliane Radigue – Occam Ocean 1 & 2

(ENGLISH TEXTS BELOW)
Recensioni originariamente pubblicate su Ondarock.it (1 / 2)

Éliane Radigue – Occam Ocean 1

Shiiin, 2017
minimalism

Secondo Éliane Radigue, decana della composizione sperimentale francese, tutti noi siamo immersi in un oceano di copiose onde sonore che legano il nostro pianeta, il Sole e tutti gli altri sistemi e galassie che costituiscono l’universo. È stata investita da questa vertiginosa illuminazione negli anni Settanta, periodo in cui ha abbracciato la pratica buddhista incoraggiata dal mentore Terry Riley, pensiero e stile di vita che hanno continuato a nutrire la sua longeva ricerca attorno all’ampio spettro sub-armonico celato nei toni continui.

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