Graham Lambkin / Taku Unami – The Whistler

Erstwhile, 2017
sound art, non-music

design by Graham Lambkin

Traslando in un orizzonte teorico un’azione banale e comune come fischiettare un motivo, potremmo osare definirlo il gesto ultimo di riduzione e astrazione della materia musicale. Nella mente dell’agente – e spesso in quella di chi lo ascolta – esiste un insieme assai più complesso di elementi relativi al ritmo, alla strumentazione e agli arrangiamenti di un brano; ma se ci sforziamo di scollegare questi rimandi involontari dall’attimo presente ed esteriore, avremo solo una linea melodica scarna e incompleta, un moto d’aria che nello spostamento dal pensiero all’azione si prosciuga quasi del tutto.

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Keith Rowe / John Tilbury – enough still not to know

Sofa, 2015
eai

cover art by Kjell Bjørgeengen

Una fede in niente ma totale. (Claudio Parmiggiani)

Una volta ho letto una citazione, presumibilmente (e molto ovviamente) attribuita a Andy Warhol, che diceva qualcosa del genere: “Molte persone riescono ad accettare la vita come priva di significato. Allora perché in tanti non accettano l’insignificanza dell’arte?”. E questo fu detto da qualcuno la cui opera aveva ancora un significato ben preciso – il quale potrebbe essere spiegato senza grande sforzo da qualunque scolaro adolescente.

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Jürg Frey – l’âme est sans retenue I

Erstwhile, 2017
sound art, reductionism

design by Yuko Zama
cover art inspired by Jürg Frey-Stück (1974) #36

I classici secondo Erstwhile: da emblema delle improvvisazioni più radicali, lo scorso anno l’etichetta di Jon Abbey ha dato l’avvio alla sua prima serie antologica dedicata alla composizione contemporanea. Un sentiero già solcato in maniera esaustiva dalla decennale Another Timbre, alimentata dal cultore Simon Reynell, ma che nel formato in dischi multipli della label americana sembra assumere un’ancor maggiore ufficialità.

Significativo che i primi autori rappresentati e tributati dalla sigla ErstClass appartengano entrambi al collettivo internazionale Wandelweiser: i “composers of quiet” (Alex Ross), dediti all’esplorazione di forme sonore pure e prossime al silenzio, sono alcune delle figure più coraggiose e radicali della musica sperimentale contemporanea, oggi finalmente e meritatamente emerse dall’ombra grazie al contributo di queste label indipendenti.

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