
♢ Tomas Korber & Konus Quartett – Anschlussfehler (2019)
♢ John Tilbury – The Tiger’s Mind (2019)

♢ Tomas Korber & Konus Quartett – Anschlussfehler (2019)
♢ John Tilbury – The Tiger’s Mind (2019)

♢ Peter Brötzmann – I Surrender Dear (2019)
♢ Simon Scott – Emergency Exit (2019)
♢ Giulio Aldinucci – No Eye Has an Equal (2019)
♢ Katariin Raska & Christian Meaas Svendsen – Finding Ourselves in All Things (2019)
♢ Open to the Sea – Another Year Is Over, Let’s Wait for Springtime (2019)
ECM, 2018
contemporary classical

(ENGLISH TEXT BELOW)
A Stefano Scodanibbio (1956-2012) non è bastato distinguersi come straordinario contrabbassista – forse il migliore fra coloro che parimenti all’esecuzione classica si sono prestati all’avanguardia jazz –: nel corso troppo breve della sua vita ha voluto lasciare un’eredità per tutti i futuri strumentisti d’analoga ispirazione, arricchendo il repertorio contemporaneo della musica solista e per ensemble di contrabbassi. È questo lo splendido omaggio che la ECM di Manfred Eicher dedica al compianto innovatore nostrano, a cinque anni dalle postume Reinventions per quartetto d’archi tratte dall’Arte della Fuga di Bach (eseguite dal Quartetto Prometeo).
Leggi tutto / read moreElsewhere, 2019
contemporary classical, experimental

Occorre tenere sempre d’occhio i margini dell’avanguardia musicale, dove senza clamore continuano a realizzarsi alcune tra le sfide più ardue della produzione contemporanea con devozione pari o superiore ai “grandi classici”, siano essi autori o interpreti. Nell’ambito del pianismo odierno, figure come Reinier van Houdt e R. Andrew Lee si sono distinte per il loro strenuo impegno al fianco dei post-minimalisti e del collettivo Wandelweiser – i “composers of quiet”, nelle parole di Alex Ross.
Il prolifico autore francese Bruno Duplant non fa parte di quest’ultima cerchia, pur avendo collaborato con diverse figure a essa afferenti. Nel corso di un decennio è anzi divenuto un elemento ricorrente della più radicale ricerca improvvisativa, quella frangia sperimentale che intende la creazione musicale come dialogo costante con il silenzio (o l’illusione dello stesso).
Clean Feed, 2015
free improvisation, experimental

Uno dei passaggi cruciali che hanno portato all’avvento della musica contemporanea è stato sicuramente quello legato all’identità del pianoforte: l’accorgersi che in uno strumento così imponente e risonante non si può tener conto solamente dei tasti d’avorio, bensì è necessario avviare un esame a tutto campo che sfrutti ogni interstizio dell’enorme cassa nera, che è composta anche di legno e metallo.
Da John Cage in poi l’utilizzo di oggettistica tra le corde e il libero utilizzo delle mani sono divenuti quasi una prassi obbligata, ma forse ci voleva proprio l’immaginazione di una “non-pianista” come Eve Risser per trasformare questo strumento in una fonte inesauribile di suoni insoliti, accostati con coscienza e precisione tali da non credere che si tratti di un intervento solista.