♢ 2020 | best albums of the year ♢

Una lista di 10 + 10 dischi tra quelli che ho apprezzato e che mi hanno ispirato maggiormente nel corso di questa strana, solitaria annata. Scopriteli e supportate gli artisti, se potete: questo è il momento di dimostrare la nostra gratitudine per tutta la buona musica che, nonostante tutto, hanno continuato a pubblicare.

A list of 10 + 10 records among those which I enjoyed and inspired me the most during this strange, lonely year. Check them out and support the artists, if you can: this is the time to show our gratitude for all the good music they’ve been releasing despite everything.


Julius Aglinskas
Daydreamer

Apartment House
MIC Lithuania | modern classical

Accade piuttosto di rado che i compositori di formazione accademica intendano la loro musica come puro medium di contemplazione e abbandono, come “strumento” propedeutico a un’immersione sinestetica da parte dell’ascoltatore: occorrono umiltà e amore incondizionato verso la Musica – e non solo la propria musica – per lasciarla libera di allontanarsi fin dove la mente, il ricordo (re-cordis) sono in grado di condurla, senza limitazioni o condizionamenti.

Rather rarely does it happen that academically trained composers understand their music as a pure medium of contemplation and abandonment, as a preparatory “tool” for a synaesthetic immersion on the listener’s part: humility and unconditional love for Music – and not just one’s own music – are needed to let it free to go as far as the mind, the memory are able to lead it, without limitations or conditionings.

John Zorn
Virtue

Bill Frisell, Julian Lage, Gyan Riley
Tzadik | folk

Un’inebriante mistura di tratti folk, echi spagnoleggianti e inevitabili rimandi al verbo klezmer […] Gli arrangiamenti di Virtue sono raffinatissime trame acustiche in cui le parti si equivalgono totalmente, la bravura del singolo si pone al servizio di un disegno complessivo nel quale nessun elemento prevale sull’altro.

An intoxicating mixture of folk traits, Spanish echoes and inevitable references to the klezmer verb […] The arrangements of Virtue are extremely refined acoustic textures in which the parts are totally equivalent, the skill of the individual is at the service of an overall design in which no element prevails over the other.

See You at Ftarri

J. Hirose / mizutama / K. Nakada / T. Nakamura / D. Takaoka / Y. Takeshita / T. Yonago
Meenna, 2020 | eai

Il nome Ftarri evoca una pletora di figure mitiche che hanno contribuito agli sviluppi più radicali nell’ambito dell’elettroacustica, dell’onkyo e della nuova composizione “classica”, tra ospiti occasionali e veri e propri residents, infaticabili nello sperimentare e rimettersi in discussione con combinazioni sempre nuove tra strumenti inusuali, spesso a dir poco eterodossi. See You at Ftarri documenta tre performance tenutesi l’11 agosto del 2019 in questo piccolo santuario dell’improvvisazione: una sintesi pregnante delle alterità espressive che si agitano con discrezione nel più profondo underground nipponico.

The name Ftarri evokes a plethora of mythical figures who have contributed to the most radical developments in the field of electroacoustics, onkyo and new “classical” composition, occasional guests as well as veritable residents, tirelessly experimenting and questioning themselves with ever new combinations of often unusual – heterodox to say the least – instruments. See You at Ftarri documents three performances held on August 11th 2019 in this small sanctuary of improvisation: a poignant synthesis of the expressive alterities that move discreetly in the deepest Japanese underground.

Emmanuel Holterbach
Ricercar nell’ombra

Blutwurst ensemble
Another Timbre | contemporary classical, chamber drone

La luminosità della melodia originaria, come per effetto di una diffrazione, si scorpora raggiungendo altre zone oscure dello spettro acustico. Anche tra le più dense zone d’ombra, dal principio sino alla richiusura, nell’opera di Holterbach permane un puro e insopprimibile anelito all’esistenza, un impulso che davvero sembra trascenderne tanto la genesi creativa quanto l’esecuzione. E questo potrebbe essere uno degli esiti più nobili cui un brano musicale possa aspirare.

The brightness of the original melody gets disrupted, as if by effect of a diffraction, reaching other dark areas of the acoustic spectrum. Even through the more densely shaded areas, from the beginning to its reclosure, in Holterbach’s work there remains a pure and irrepressible yearning for existence, an impulse that really seems to transcend both its creative genesis and its execution. And it might be one of noblest outcomes a piece of music could aspire to.

Keiji Haino
黑的意义 The Meaning of Blackness
 […]

Old Heaven Books | experimental, noise, free impro

Mancava da qualche tempo l’Haino “solitario”, pienamente autoriferito come nei leggendari esordi degli anni 80: pur trattandosi di una registrazione live, The Meaning of Blackness è considerata dal suo autore come un’opera compiuta e a sé stante: ed è forse anche per la presenza di frammenti riconoscibili dal suo passato che essa fa credere di avere finalmente tra le mani una necessaria e a lungo attesa summa espressiva di Haino-san, per quanto intrinsecamente provvisoria e passibile di infinite altre ipotetiche conformazioni.

What’s been missing for some time is the “solitary” Haino, completely self-referenced as in the legendary beginnings back in the 80s: although it’s a live recording, The Meaning of Blackness is regarded by its author as a complete work in its own right: and it’s perhaps the presence of recognizable fragments from his past works that makes us believe that we may finally have in our hands a necessary and long-awaited expressive summa of Haino-san, however intrinsically provisional and liable to infinite other hypothetical conformations.

Matmos
The Consuming Flame: Open Exercises in Group Form

Thrill Jockey | idm, experimental electronic

Se è vero che M.C. Schmidt e Drew Daniel sono sempre stati scienziati di laboratorio curiosi e aperti al mondo, ciò non ne ha mai intaccato o compromesso l’intransigenza, finanche la mania del controllo sulla forma finale della loro visione. Anche soltanto condensare in un pastiche sonoro coerente così tante voci, influenze, elementi consonanti ma anche potenziali inciampi creativi, era di per sé un’impresa titanica; elaborarle in un trittico che si mantenesse coinvolgente per tre ore di durata, qualcosa di molto prossimo a un miracolo.

If it is true that M.C. Schmidt and Drew Daniel have always been a pair of curious lab scientists, open to the outside world, this has never affected or compromised their intransigence, even a control issue over the final shape of their vision. Even just condensing into a coherent sound pastiche so many voices and influences, consonant elements as well as potential creative stumbling blocks, was in itself a massive undertaking – not just a mere ‘exercise’, as the subtitle would have it –; to mould them into a triptych that keeps itself engaging for three hours straight, something very close to a miracle.

Riccardo La Foresta
Drummophone

Kohlhaas | free impro, dark ambient/drone

Con uno spirito che sembra attingere alla stessa primigenia curiosità del rumorista Luigi Russolo, le esplorazioni acustiche di La Foresta avvicinano con piena cognizione un nuovo totalismo percussivo che potrebbe verosimilmente fare scuola presso la nuova generazione sperimentale. Nell’intanto, Drummophone si pone senza dubbio come uno degli ascolti più sconvolgenti e rivelatori dell’anno, attirandoci nel suo scurissimo gorgo con una forza magnetica inesorabile.

With a spirit that seems to draw on the same primeval curiosity of the noise-maker Luigi Russolo, La Foresta’s acoustic explorations wittingly tap into of a new percussive totalism that very well could pave the way for the new experimental generation. In the meantime, Drummophone undoubtedly stands out as one of the most earth-shattering and revelatory listens of the year, dragging us with an inexorable magnetic force into a most bleak whirlpool.

Sarah Hennies
The Reinvention of Romance

Two-Way Street
Astral Spirits | contemporary classical, post-minimalism

La suite di Hennies si presenta come la sommatoria di minuscoli gesti, figure e motivi che risultano in gran parte sorretti da un concetto di armonia del tutto arbitrario e provvisorio, apparentemente soggetto alle continue oscillazioni umorali dei suoi stessi elementi. Sussurri e grida interiori, andature decise e mosse circospette, lamenti di solitudine e tremule invocazioni coesistono e si avvicendano senza mai risolversi appieno, come votati o rassegnati a una perpetua instabilità e incomprensione reciproca.

Hennies’ suite presents itself as the sum of tiny gestures, figures and motifs that mostly seem to be sustained by a completely arbitrary and provisional concept of harmony, apparently subject to the continuous mood swings of its own elements. Inner cries and whispers, decisive gaits and circumspect moves, laments of loneliness and tremulous invocations coexist and alternate without ever fully resolving, as if devoted or resigned to a perpetual instability and mutual incomprehension.

Brendon Randall-Myers
dynamics of vanishing bodies

Dither quartet
New Focus| contemporary classical, totalism

La poderosa compiutezza dell’opera di Brendon Randall-Myers spalanca davanti a sé l’eccitante prospettiva di una musica da “camera elettrificata” che porti l’eredità post-minimalista verso lidi espressivi ancora da esplorare, pur mantenendo intatta la sua vena trascendentale. La performance del quartetto Dither rappresenta indubbiamente un momento decisivo per questo nuovo corso, nonché uno dei vertici emozionali dell’anno.

The powerful completeness of Randall-Myers’ work unhinges the exciting prospect of an “electrified chamber” music bringing the post-minimalist legacy to uncharted expressive waters, while maintaining its transcendental vein intact. Dither quartet’s performance undoubtedly represents a defining moment for this new course, as well as one of the emotional high points of the year.

Magnus Granberg
Come Down to Earth Where Sorrow Dwelleth

Revised version for sho, koto, prepared piano and electronics
Meenna | contemporary classical, eai

L’immaginario di Granberg torna ad aprirsi all’indeterminazione, accettando di sottoporre la partitura iniziale a un garbato ma drastico stravolgimento, tale da dissimularne la matrice scritta sino a realizzare una completa mimesi con le sessioni di musica spontanea che abitano i luoghi nascosti dello sperimentalismo giapponese. Un compimento espressivo che arricchisce entrambe le parti sublimando in un soundscape di natura ineffabile, umano e trascendente al tempo stesso.

Granberg’s imagination returns to open itself to indeterminacy, allowing the initial score to be gently but drastically capsized, such as to conceal the written matrix to the point of achieving a complete mimesis with the sessions of spontaneous music that inhabit the hidden places of Japanese experimentalism. An expressive fulfillment enriching both parties by sublimating in a soundscape of an ineffable nature, humane and transcendent at the same time.


***
**
*

honorable mentions

Sarah Davachi
Cantus, Descant

Late Music
ambient/drone, minimalism
Review

Anna von Hausswolff
All Thoughts Fly

Southern Lord
ambient/drone, minimalism
Review

Stephen O’Malley
Auflösung der Zeit

Editions Mego
drone-metal
Review

KTL
VII

Editions Mego
drone, electroacoustic
Review

Aperture
Live Recordings

Stray Signals
leftfield, dark ambient, post-rock
Review

Leo Takami
Felis Catus and Silence

Unseen Worlds
new age, modern classical
Review

Roger Eno & Brian Eno
Mixing Colours

Deutsche Grammophon
modern classical, ambient
Review

Morton Feldman For John Cage

Darragh Morgan / John Tilbury
Diatribe
20th-century classical
Review

Giacinto Scelsi – Suite No.9; Quattro illustrazioni; Un Adieu

Shira Legmann
Elsewhere
20th-century classical
Review

Bruno Duplant Nocturnes (3 Études)

Frédéric Tentelier
Inexhaustible Editions
contemporary classical
Review

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