Tomoko Sauvage – Fischgeist

Bohemian Drips, 2020
electroacoustic, experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

La rivelazione delle risonanze acustiche ha segnato per sempre gli sviluppi della creazione musicale, dalle sublimi polifonie rinascimentali sino alle avanguardie del secondo Novecento, in particolare nell’ascolto profondo teorizzato da Pauline Oliveros e negli empirismi “oggettivanti” del maestro americano Alvin Lucier. D’altronde, a ben vedere, è una fascinazione atavica e sempre nuova a coglierci ogniqualvolta i suoni che produciamo si riverberano naturalmente: la percezione uditiva sembra moltiplicarsi attorno a noi, i segnali emessi si espandono oltre le nostre capacità fisiche e le nude pareti sembrano parlare la nostra stessa lingua.

Leggi tutto / read more

Weekly Recs | 2020/33-34

Senyawa & Stephen O’MalleyBima Sakti (iDEAL, 2020)

Lawrence English – Field Recordings from the Zone (Boomkat, 2020)

Sheriffs of Nothingness – An Autumn Night at the Crooked Forest – Four fireplaces (in reality only one) (Sofa Music, 2020)

Leggi tutto / read more

Alvin Lucier – Works for the Ever Present Orchestra

Black Truffle, 2020
experimental, sound art

(ENGLISH TEXT BELOW)

Si è visto anche negli ultimi tempi come gli stilemi della ricerca drone ed elettroacustica stiano facendo un ingresso sempre più deciso nella composizione “classica”: un riavvicinamento alla strumentazione tradizionale che non tradisce – e anzi arricchisce di ulteriori densità e nuances cromatiche – gli studi sulla percezione e le pratiche di ascolto profondo introdotti nel secondo Novecento. Dunque solo in apparenza un “ritorno all’ordine”, e piuttosto una strategia vincente per portare tali sonorità anche in quelle sale da concerto che ancora faticano ad accogliere le innumerevoli schegge della contemporaneità. 
Se volessimo individuare le figure-guida di queste e molte altre affascinanti propaggini creative, dovremmo senz’altro tenere in conto due pionieri come Éliane Radigue e lo statunitense Alvin Lucier: risaliti alla radice del suono puro, l’una attraverso il sintetizzatore modulare ARP 2500, l’altro ricorrendo alla matericità degli oggetti (‘No ideas but in things’), entrambi si rivolgono oggi a fidati musicisti assieme ai quali perpetuare e far evolvere le loro pluridecennali intuizioni.

Leggi tutto / read more