
John Zorn | Tzadik 8370-72
♢ Virtue (2020)
♢ Calculus (2020)
♢ Baphomet (2020)

John Zorn | Tzadik 8370-72
♢ Virtue (2020)
♢ Calculus (2020)
♢ Baphomet (2020)

♢ Bing & Ruth – Species (4AD, 2020)
♢ Behold… the Arctopus – Hapeleptic Overtrove (Willowtip, 2020)

♢ Magnus Granberg & Skogen – Let Pass My Weary Guiltless Ghost (Another Timbre, 2020)
♢ Magnus Granberg & Ordinary Affects – Come Down to Earth Where Sorrow Dwelleth (Meenna, 2020)

♢ Fabio Perletta + Luigi Turra – Ma 間 (901 Editions, 2020)
♢ Giannis Arapis – Ηλεκτρική κατάρα [Ilektrikí katára] (2020)
♢ Sofía Salvo, Gustavo Obligado, Marcelo von Schultz – MOTOR (NendoDango, 2020)
Black Truffle, 2020
post-minimalism

(ENGLISH TEXT BELOW)
Nel fervore avanguardistico della scena newyorkese tra gli anni 60 e 70, Arnold Dreyblatt ha fatto sue le intuizioni e gli insegnamenti dei pionieri che si dimostrarono più sensibili allo studio delle nascoste fenomenologie sonore e all’ampliamento dello spettro armonico contemplato dalla composizione occidentale. L’influenza delle figure incontrate alla Wesleyan University ha aperto Dreyblatt a quel deep listening teorizzato e professato da maestri quali Pauline Oliveros e Alvin Lucier, nondimeno contaminato con l’ingegno strumentale di Harry Partch e La Monte Young, che scardinarono l’intonazione naturale per riscoprire gli intervalli che solo il Medio ed Estremo Oriente sembrano aver contemplato nelle rispettive tradizioni musicali.
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