Robert Haigh – Human Remains

Unseen Worlds, 2022
modern classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

Incidere il proprio album finale significa non lasciare al destino l’opportunità di suggellare un percorso artistico senza il consenso del suo artefice. C’è una grazia rara, oggi persino inimmaginabile, nel fare un inchino e allontanarsi dalla scena in punta di piedi, consci di aver messo in musica tutto ciò per cui avesse senso farlo. Per qualche tempo Robert Haigh ha rimandato la decisione e infine l’ha mantenuta, consegnando Human Remains a Tommy McCutchon – direttore di Unseen Worlds – per concentrarsi su altre ispirazioni visive, espressioni complementari del suo sentimento della vita.

Leggi tutto / read more

Heather Frasch / Koen Nutters – And / In

with the Wandelweiser Klangraum Ensemble

Meenna, 2022
reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

Al principio rimane una certa permeabilità con lo spazio circostante, un frangente liminale tra musica e non-musica dove ciascuno sembra prendere le misure, accomodarsi e intonare gli strumenti (forse con se stessi, oltre che l’uno con l’altro). È l’affascinante parentesi di esitazione che non precede ma piuttosto conduce per mano la performance verso il suo inizio, sino al punto in cui i timidi gesti dei partecipanti si tramutano in enunciazioni, per quanto ermetiche e provvisorie.

Leggi tutto / read more

Park Jiha – The Gleam

Glitterbeat, 2022
drone folk

(ENGLISH TEXT BELOW)

Sono per definizione le immagini a plasmare il nostro immaginario, così come informano, in modo vieppiù pervasivo, la nostra stessa comprensione della realtà circostante. Al cospetto di un artwork come questo, l’ascoltatore odierno potrebbe facilmente associarlo a un prodotto dai caratteri post-umani, a un’estetica sonora che abbia ormai rinnegato qualsiasi ascendenza biomorfa.
Invece, dietro questa sorta di shō in versione steampunk (denominato saenghwang) si annida una visione musicale legata alla tradizione coreana ancor più che alle tendenze contemporanee, e con ciò egualmente priva di compromessi formali. Acuti laceranti e ruvidezze materiche attraversano continuamente i vividi soundscape disegnati dai singolari strumenti che Park Jiha ha adottato nella creazione del suo terzo album, totalmente proiettato in una dimensione di isolazionismo e vibrante trascendenza.

Leggi tutto / read more

Axel Dörner & Mazen Kerbaj – Döner Kebab

Al Maslakh, 2022
free impro

(ENGLISH TEXT BELOW)

Per quanti anni – macché, decenni – l’elettronica è stata considerata la frontiera più avanzata dell’espressione sonora, l’orizzonte più foriero di opportunità per sperimentare e contaminare senza limitazioni di sorta? Ancora oggi nessuno immaginerebbe che la sfida più avvincente si gioca invece sul campo della strumentazione acustica, laddove le tecniche estese esplorate dalle avanguardie colte e dalle correnti della musica spontanea hanno portato alla luce una gamma di inflessioni timbriche e subarmoniche inimmaginabili sino a metà Novecento. I trombettisti Axel Dörner e Mazen Kerbaj non sono che i (pen)ultimi in una schiera di veementi riformatori del linguaggio improvvisativo, talmente devoti alla loro appendice strumentale da rivoltarla come un calzino per scovarne le più inusitate proprietà fonetiche.

Leggi tutto / read more

Frederic Rzewski: Speaking Rzewski

Stéphane Ginsburgh

Sub Rosa, 2022
contemporary classical, avantgarde

(ENGLISH TEXT BELOW)

Da dove proviene l’idea – e poi forse l’esigenza, o addirittura l’imperativo morale – dello strumentista parlante? Probabilmente dal rifiuto del rapporto gerarchico tra quest’ultimo e il compositore, che la tradizione classica occidentale ha eletto giudice e tiranno assieme alla non meno temibile figura del direttore d’orchestra; dalla certezza che l’interprete non è soltanto il medium, appunto lo “strumento” di un altrui volere, bensì l’unico vero artefice non di ciò che la musica può essere ma di ciò che è.
Da chiunque venisse eseguita – anche e soprattutto da egli stesso –, l’opera di Frederic Rzewski (1938 – 2021) si è sempre posta in prima persona, sviluppata attorno a menti pensanti ancor prima che musicisti, individui critici disposti a considerare il loro ruolo anche in un’ottica politica, a fare del gesto musicale un atto di concreta resistenza.

Leggi tutto / read more