Oker – Susurrus

shhpuma, 2021
free impro/folk

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La scienza ci narra delle origini del Tutto come di un’incommensurabile esplosione, un fragore che nessuna orchestra o artificio elettronico potrebbe mai riprodurre in parte ancorché infinitesimale. Nella nostra limitatezza umana possiamo tentare di avvicinare soltanto l’estremo opposto, immaginando una genesi che da un silenzio gelido e senza vita vada dischiudendosi in un timido sussurro, per poi aprirsi gradualmente al canto di una primordiale armonia collettiva.

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Keith Rowe – Absence

Erstwhile, 2021
eai

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Invitato dal sassofonista Christian Kobi all’edizione 2015 del festival »zoom in«, a Berna, Keith Rowe ha tenuto questa breve performance, oggi edita da Erstwhile con il titolo Absence, alcuni mesi prima di ultimare The Room Extended (2016), accolto sin dall’uscita come il suo testamento artistico ed espressivo. Ma nonostante le circostanze e le durate tra loro imparagonabili – poco più di mezz’ora di registrazione dal vivo contro le quattro ore abbondanti dell’opus magnum concepito in studio – risulta evidente come entrambi i “momenti” scaturiscano da un’amara consapevolezza che giunge a caratterizzarli in quanto definitivi, idealmente senza via di ritorno.

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Barbara Monk Feldman – Verses

GBSR Duo with Mira Benjamin

Another Timbre, 2021
contemporary classical, reductionism

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Come è noto, gran parte degli autori afferenti al catalogo Another Timbre sono figli della “quieta” rivoluzione del periodo tardo di Cage e Feldman, laddove il riduzionismo formale e l’aleatorietà dell’esecuzione divenivano i fragili fondamenti di un paesaggio musicale sospeso e irreale, sempre più affrancato dall’intenzione espressiva e votato, invece, a un’inusitata concentrazione sul tocco del musicista e sulla pregnanza – questa sì, irriducibile – dell’attimo presente. Se perciò, da un lato, è curioso che l’opera di Barbara Monk Feldman (*1950) non avesse ancora trovato spazio tra queste edizioni, dall’altro l’avvio della Canadian Composers Series ha fornito al label master Simon Reynell più d’una ragione per ospitare la sua musica, in totale sintonia con la linea editoriale fin qui mantenuta.

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Giant Claw – Mirror Guide

Orange Milk, 2021
post-classical, experimental electronic

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‘Decostruzione’ è diventato, con l’avanzare del terzo millennio, un fattore comune tra le frange più sperimentali dell’elettronica contemporanea, dai primi sovvertimenti ritmici dell’EDM sino ai più drastici collassi strutturali delle correnti post-club e hi-tech. L’identità dell’etichetta Orange Milk risulta strettamente legata a queste tendenze, benché la sua linea editoriale sembri alimentare una ambito di ricerca compositiva quasi “colto”, in equilibrio tra il maestro del collagismo iperrealista Noah Creshevsky (non a caso riedito dalla label statunitense) e la nuova generazione della conceptronica.

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