Anne Guthrie – Gyropedie

Students of Decay, 2021
sound art, field recordings, reductionism

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In un periodo storico in cui la nuova generazione di sperimentatori si rende sempre più prolifica, alimentando un interesse crescente verso le alterità musicali del presente, la sound artist americana Anne Guthrie mantiene un profilo distante ed ermetico, ponderando a lungo prima di dare alle stampe un’opera compiuta. Lo fa mantenendosi fedele all’etichetta indipendente Students of Decay di Cincinnati, Ohio, tratteggiando così un percorso evolutivo irregolare e imprevedibile, che dalla simbiosi naturale/antropica di Codiaeum Variegatum (2014) si è addentrato nell’angoscioso rimosso psichico di Brass Orchids (2018), per ritornare oggi alla poetica riduzionista, sottilmente sinestetica di Gyropedie.

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Janis Lago – Daughter of Sappho / Recovery

Next Year’s Snow, 2021
experimental electronic, sound art

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Le rivoluzioni, o quantomeno le scosse più decise nell’orizzonte artistico arrivano sempre dal basso, e a maggior ragione nell’era di Internet: giunti a quella che parrebbe già essere la fase calante dell’elettronica hi-tech (o, come l’ha definita Simon Reynolds, conceptronica), c’era la curiosità di sapere cosa sarebbe rimasto all’ipotetico indomani di un tale collasso estetico, fusione a caldo e rapprendimento bidimensionale di quella “polifonia di nessuno” che è l’identità individuale e collettiva nell’era contemporanea.
Il profilo evasivo e indefinibile della producer Janis Lago emerge tutto d’un tratto dal sottobosco delle community online, pubblicando tre diversi album nei soli primi due mesi del 2021: un atto di forza lontano dal clamore degli hype annunciati ma che, attraverso un capillare passaparola, potrebbe divenire in breve tempo un solido culto della nuova elettronica sperimentale.

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Nik Bärtsch – Entendre

ECM, 2021
minimalism

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Fedele al procedimento modulare come motore del proprio flusso compositivo ed esecutivo, il pianista svizzero Nik Bärtsch torna in veste solista dopo quasi vent’anni principalmente dedicati alle sue creature collettive Mobile e Ronin, anch’esse presenze stabili nel catalogo ECM: tali ensemble sono i medium privilegiati di una pratica performativa prossima al rituale, dove lo schematismo formale non esclude – e anzi prevede con programmatica esattezza – una tensione verso apici drammatici dal carattere estatico e persino rivelatorio, alimentata con paziente disciplina attraverso concatenazioni ritmico-melodiche esattissime e non di rado trascinanti.

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Senyawa – Alkisah

[40+ independent labels] 2021
avant-folk, experimental

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La nomenclatura più impropria e falsamente ingenua che si sia attribuita a un genere musicale è quasi di certo world: essa non può che basarsi, infatti, su un’arbitraria e tutt’altro che egualitaria demarcazione tra una determinata porzione di territorio – anche in questo caso, purtroppo, l’egemonizzante Occidente – e tutto l’insieme di continenti e regioni situate al di fuori di essa, inteso come ricettacolo di esotismi assortiti cui attingere liberamente per arricchire le proprie composizioni di suggestioni inusitate (almeno per il relativo pubblico di riferimento).
Come a voler sovvertire questa consolidata pratica di decontestualizzazione culturale, il famigerato duo indonesiano Senyawa, capofila dell’underground di Yogyakarta, decide di condividere la pubblicazione del suo ultimo album in studio con oltre quaranta etichette indipendenti da tutto il mondo: un’iniziativa di portata rivoluzionaria che apporta nuova linfa entro un ambito nel quale è ancora possibile e auspicabile fare davvero rete.

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