INSUB, 2021
minimalism, microtonal

(ENGLISH TEXT BELOW)
Le forme della ritualità sembrano connaturate alla pratica artistica del chitarrista Fredrik Rasten, attivo da poco più di un lustro sulla scena sperimentale norvegese ed europea ma già distintosi per la sua limpida poetica minimale, fondata su una profonda attenzione ai caratteri interstiziali del suono acustico, alle sue graduali modificazioni in rapporto allo spazio e alla ripetizione differente di cellule motiviche.
Ne fu il manifesto, in un certo senso, il primo album-performance a proprio nome: la danza circolare di Six Moving Guitars (Sofa, 2019) segnava il suo ingresso – letteralmente in punta di piedi – tra le file di uno sperimentalismo gentile, intonato al ritmo del battito cardiaco e della ponderazione, dimentico di qualunque sovrastruttura che non pertenga alla sfera (individuale o collettiva) del suono puro.



