Harry Bertoia – Glowing Sounds

Sonambient, 2021
ambient/drone, experimental

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L’archivio dello scultore sonoro americano Harry Bertoia continua a dispensare amenità dal surreale potere immaginifico, grazie alla collaborazione tra Sonambient e Important Records nel riversamento digitale di oltre 350 nastri conservati presso la residenza dell’artista. Come minacciosi grattacieli di una città fantasma, i filari di steli metallici allestiti nel suo capanno in Pennsylvania furono i protagonisti e il misterioso tramite delle sue sessioni d’ascolto profondo, edite negli anni settanta in una decina di LP autoprodotti, nei mesi precedenti l’improvvisa scomparsa all’età di 63 anni.

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Spyros Polychronopoulos / Thanos Polymeneas-Liontiris / Iakovos Pavlopoulos – Widdershins

Room40, 2021
free improvisation, experimental

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La Grecia continua ad affermarsi, tra le altre discipline, come nuovo avamposto della musica spontanea e di certe radicali sperimentazioni “morfologiche”: un anno fa era il quintetto misto di The Depths Above a coniare l’ermetico idioma di un ritualismo biomorfo, aprendo le porte all’eterotopia di un viaggio “alle latitudini dell’impossibile”. Un’indagine ipoteticamente rivolta a un orizzonte atavico o post-apocalittico, ma che a ben vedere anelava già a un’espressività fuori dal tempo e dalla storia, esito di una tabula rasa senza ritorno.
È su questo stesso terreno che potrebbero giocarsi le avanguardie del terzo millennio: una volta che le strutture tonali, la complessità della fenomenologia timbrica e la spazialità sono state fronteggiate e travalicate, rimane ancora molto (o persino tutto) da fare sul fronte temporale, mettendo in discussione l’intrinseca “orizzontalità” dell’esecuzione e della riproduzione sonora; l’utopia musicale definitiva, in sostanza, sarebbe quella di un’autentica compresenza “verticale” di piani temporali, scissa dalla consequenzialità della percezione uditiva.

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Disquiet

Christof Kurzmann / Sofia Jernberg / Martin Brandlmayr / Joe Williamson

Trost, 2021
experimental, free impro

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Non ho mai nutrito particolare interesse per le espressioni artistiche di chiara impronta politica: e specialmente in rapporto alla forma musicale, poiché molto spesso l’ansia di trasmettere un determinato pensiero impone alcuni paletti che finiscono per compromettere l’ispirazione originaria, lo sviluppo drammaturgico e, di fatto, la qualità complessiva dell’esito. Ciò è valevole sia nel caso di un approccio “cronachistico”, apparentemente imparziale, che in quello della lotta e della denuncia esplicita, due facce di uno stesso equivoco sintetizzabile con la leggendaria massima del produttore cinematografico Samuel Goldwyn (e in seguito parafrasata da David Lynch): “Se vuoi mandare un messaggio, spedisci un telegramma”. Anche nell’affrontare questioni d’interesse pubblico, insomma, non si deve aver paura di scegliere la strada dell’astrazione, del riferimento obliquo e del paradosso: l’arte non manca di trasmettere, nelle forme più inattese ed efficaci, il senso delle cose del mondo.

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Francisco López – untitled #346

Vernalis, 2020
sound art, field recordings

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La creazione dell’etichetta Vernalis non è che l’ultimo tassello, in ordine temporale, di un percorso stoicamente votato al fare e legittimare l’arte sonora al pari delle altre e più storicizzate discipline. Sotto questo nuovo marchio converge la visione di tre protagonisti italiani: Enrico Coniglio (già responsabile della all-digital Galaverna), Nicola Di Croce e Leandro Pisano, che sin dai primi anni Duemila incarnano lo studio e la pratica di un’ecologia sonora atta a mappare, documentare e “riconfigurare” i più o meno percepibili fenomeni acustici del reale. 
È un rito di buon auspicio, oltre che un gesto di riverenza, inaugurare l’attività di Vernalis con un’opera inedita del collega spagnolo Francisco López, illustre teorico del suono e tra i più visionari manipolatori di field recordings al mondo. Sinora mai apparso su supporto discografico, “untitled #346” (2016) consta di cd e libretto contenuti in una busta isotermica, edizione limitata in collaborazione con Krisis Publishing.

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Lee Patterson / Samo Kutin – The Universal Veil That Hangs Together Like a Skin

Inexhaustible Editions / Edition FriForma, 2020
drone, experimental

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Soltanto un approccio autenticamente sperimentale agli strumenti musicali e, più in generale, ai mezzi di produzione sonora può consentirci di superare o addirittura eludere la loro identità universalmente riconosciuta, la memoria esperienziale e sinestetica ad essi connessa. Ed è solo dopo aver instaurato un simile rapporto di ingenua e ingegnosa curiosità che il documento audio può tornare a essere autenticamente un dispositivo acusmatico, la sede di una completa e insondabile astrazione volta a sfilacciare quanto più possibile ogni legame con la mìmesis del reale.

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