Barbara Monk Feldman – Verses

GBSR Duo with Mira Benjamin

Another Timbre, 2021
contemporary classical, reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

Come è noto, gran parte degli autori afferenti al catalogo Another Timbre sono figli della “quieta” rivoluzione del periodo tardo di Cage e Feldman, laddove il riduzionismo formale e l’aleatorietà dell’esecuzione divenivano i fragili fondamenti di un paesaggio musicale sospeso e irreale, sempre più affrancato dall’intenzione espressiva e votato, invece, a un’inusitata concentrazione sul tocco del musicista e sulla pregnanza – questa sì, irriducibile – dell’attimo presente. Se perciò, da un lato, è curioso che l’opera di Barbara Monk Feldman (*1950) non avesse ancora trovato spazio tra queste edizioni, dall’altro l’avvio della Canadian Composers Series ha fornito al label master Simon Reynell più d’una ragione per ospitare la sua musica, in totale sintonia con la linea editoriale fin qui mantenuta.

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Giant Claw – Mirror Guide

Orange Milk, 2021
post-classical, experimental electronic

(ENGLISH TEXT BELOW)

‘Decostruzione’ è diventato, con l’avanzare del terzo millennio, un fattore comune tra le frange più sperimentali dell’elettronica contemporanea, dai primi sovvertimenti ritmici dell’EDM sino ai più drastici collassi strutturali delle correnti post-club e hi-tech. L’identità dell’etichetta Orange Milk risulta strettamente legata a queste tendenze, benché la sua linea editoriale sembri alimentare una ambito di ricerca compositiva quasi “colto”, in equilibrio tra il maestro del collagismo iperrealista Noah Creshevsky (non a caso riedito dalla label statunitense) e la nuova generazione della conceptronica.

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Ryoji Ikeda – Music for Installations vol. 1

Codex Edition, 2021
minimal glitch, sound art

(ENGLISH TEXT BELOW)

La riduzione del mondo sensibile a un fluire inarrestabile di dati, di vuoti (zero) e pieni (uno): così appare – in un riflesso tanto pregnante quanto radicalmente astratto dell’età contemporanea – l’arte installativa di Ryoji Ikeda, dispiegata in ambienti ipnotici e immersivi entro i quali perdere contatto con la realtà tangibile, arrivando a immaginarsi come parte passiva di una Flatlandia governata dal calcolo e soggetta a una rigorosa suddivisione geometrica del tempo e dello spazio.
Rimane da chiedersi, in questo come in altri casi analoghi, se sia del tutto lecito dissociare la soverchiante componente visiva dal sound design che ne costituisce parte integrante, benché talvolta divenga inevitabilmente secondaria rispetto alle architetture di luce che invadono le gigantesche sedi espositive cui è destinata, in maniera vieppiù capillare, la fruizione dell’arte contemporanea.

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Domiziano Maselli – Lazzaro

note di copertina | liner notes

Opal Tapes, 2021
dark ambient/drone

(ENGLISH TEXT BELOW)

Non c’è solitudine nell’arte, poiché essa esiste davvero soltanto in funzione dell’Altro.
Dalla notte dei tempi non c’è grido che non sia stato gettato, canto che non si sia elevato, sangue che non sia stato versato.
Se trovare pace è impossibile, la salvezza ci proverrà dall’altrui compassione?

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James Ginzburg – Crystallise, a Frozen Eye

Subtext, 2021
drone, experimental

(ENGLISH TEXT BELOW)

Pur facendo capo a espressioni eterogenee, la distintiva estetica sonora dell’etichetta Subtext – e dunque la sua rigorosa linea editoriale – si è mantenuta coerente nel tempo attraverso quello che appare come un unico tratto irrinunciabile: la possente spinta endogena esercitata dalla densa materia in cui è forgiata ciascuna opera; un’energia dirompente che, tuttavia, anziché travolgere l’ascoltatore sembra attrarlo costantemente a sé al pari di un’onda gravitazionale, proiettandolo entro uno spazio acustico tridimensionale attraversato da correnti e pulsazioni d’intensità primordiale.
Non fa eccezione il patron dell’influente label, James Ginzburg, metà del progetto Emptyset con Paul Purgas, artefice di visioni che ci richiamano a un’esperienza quasi atavica delle sorgenti sonore sapientemente orchestrate, cui il producer attinge dal profondo della loro identità meno evidente e familiare.

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