Scarcity – Aveilut

The Flenser, 2022
atmospheric black metal, totalism


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Il metal è sempre stata materia – per definizione – “dura”, ma anche straordinariamente porosa, più o meno consapevolmente permeabile agli influssi di altre dimensioni musicali con le quali sembrava non potesse sviluppare alcun dialogo fruttuoso. Con buona pace dei puristi, perciò, si può dire che l’afflusso di una linfa “colta” nelle vene della musica estrema, dal cambio di secolo in poi, abbia dato vita a declinazioni entusiasmanti e ventilato aria fresca nelle asfittiche stanze di certi sotto-generi oramai canonici e apparentemente inviolabili.

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Horatiu Radulescu – Plasmatic Music, Vol. 1

Mode, 2022
contemporary classical, spectralism


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L’establishment della Neue Musik ha tenuto a distinguere piuttosto nettamente l’apporto – pur sempre rivoluzionario – degli spettralisti francesi da quello dell’altrettanto idiosincratica ma ancor più distintiva corrente rumena, banalizzando la questione in un’apparente dicotomia tra “scienziati” e “mistici”, tra pragmatismo e spiritualità. Il tempo, assieme a numerosi studi accademici, ha dimostrato non soltanto che le due tendenze furono sostanzialmente complementari, ma che la seconda racchiudeva in potenza tutto ciò che le avanguardie “colte”, oggi più che mai, continuano a investigare tra le pieghe del suono acustico, tutt’altro che esausto nel disvelamento delle sue proprietà fondamentali.

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Lise Barkas & Jean-Baptiste Geoffroy – Compressibilités

INSUB, 2022
experimental, sound art


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A volte mi domando questo: se il musicista, una volta compiuta la sua opera, si comportasse alla stregua di un prestigiatore, occultando le fonti e il processo di realizzazione a esso inerenti, saremmo ugualmente attratti e appagati dall’esito finale? In che misura, insomma, il mezzo influisce sulla percezione del risultato? Se il suddetto caso fosse la norma, probabilmente l’ascolto sarebbe per ciascuno un esercizio assai più immaginativo, realmente “attivo” nel graduale e sempre nuovo sviluppo di una propria forma di significazione. In certi casi, tuttavia, è proprio l’impiego di determinati strumenti e tecniche a costituire l’unicità assoluta della creazione musicale, e ciò è tanto più vero quanto più il sembiante sonoro si distacca dall’immagine codificata che associamo a tali elementi.

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Merzbow & Lawrence English – Eternal Stalker

Dais, 2022
drone/noise

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L’inatteso – benché non insospettabile – sostegno di Lawrence English alla “causa” Merzbow è stato forse il primo passo decisivo verso un graduale allontanamento dagli stereotipi che da sempre accompagnano il leggendario capofila del noise giapponese, i quali pretendevano l’esperienza della sua arte come irrimediabilmente divisiva e dolorosamente fine a se stessa. Una tardiva quanto necessaria riconsiderazione della sua opera dovrà perciò tenere in maggior conto gli elementi alla base del dirompente amalgama sonoro di Masami Akita come anche la sua vocazione trascendentale, che nel rifiuto categorico di ogni possibile riferimento al reale trova la chiave per un atto creativo assoluto, estaticamente sovrumano.

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Alec Goldfarb – What Grieves Frenzy Drown’d

SCRIPTS, 2022
contemporary classical, chamber music

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Si è detto più volte di un deciso riavvicinamento al suono acustico, il cui potenziale, se si dimostra sufficiente dedizione e sprezzo dell’accademismo, può addirittura eguagliare le conquiste fatte nel campo dell’ibridazione elettronica. Ma a molti nuovi compositori il termine di paragone non interessa affatto, poiché gli strumenti classici portano con loro una storia segreta ancora da scrivere, rivelata attraverso tecniche inesplorate tali da stravolgerne l’identità storicamente consolidata.

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