Anthony Braxton & Eugene Chadbourne – Duo (Improv) 2017

New Braxton House, 2020
free improvisation

(ENGLISH TEXT BELOW)

Se osservate da una certa distanza le dinamiche di gioco dei bambini, vi accorgerete che spesso si creano contrasti tra chi vuole impostare alcune regole di base comuni e chi, invece, vuole soltanto divertirsi senza limitazioni di sorta. Già nell’infanzia, insomma, prendono forma le “guardie e ladri” di domani, piccoli maniaci del controllo e furbetti anarchici che, pur condividendo gli stessi spazi e tollerandosi a vicenda, non possono fare a meno di rimarcare le loro divergenti attitudini.
Nelle loro produzioni musicali Anthony Braxton (*1945) e Eugene Chadbourne (*1954) condividono lo stesso grado di libertà espressiva, ma i rispettivi modus operandi differiscono essenzialmente secondo la dicotomia di cui sopra: tanto l’uno ama predisporre in sequenza i propri schemi d’azione – seppur elastici e stratificati all’inverosimile – quanto l’altro non intende rinunciare all’ebbrezza e all’imperfezione dell’istinto subitaneo.

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Roly Porter – Kistvaen

Subtext, 2020
experimental electronic

(ENGLISH TEXT BELOW)

Le opere d’arte più fatali e perturbanti non nascono propriamente dall’intenzione, quanto piuttosto dalla tormentosa escavazione nelle profondità del vissuto interiore, luoghi dell’Io nei quali è impervio addentrarsi e non è dato di trovare risposte rassicuranti. L’unica consapevolezza, laggiù, è quella di essersi perduti: la palingenesi divina ha mancato di compiersi con segni evidenti, la via della salvezza è un terreno aspro e ripido che si percorre in solitudine. Ma è l’ineluttabile corso della storia, o forse un’inquietudine atavica, che spinge a creare opere come Kistvaen?

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Thomas Meadowcroft – Percussion Works

Speak Percussion

Mode Records, 2020
contemporary classical

(ENGLISH TEXT BELOW)

Postmoderno è scrivere un quartetto d’archi come se fosse destinato a un ensemble di percussionisti, e viceversa. Ma in fondo tanti autori contemporanei non hanno fatto altro che liberare il potenziale inespresso degli strumenti classici, e in particolare quelli ritenuti “secondari” sino al tramonto dell’epoca romantica.
Le barriere demolite dall’orecchio “assoluto” di John Cage – egli stesso autore di pionieristici brani per percussioni – sono state solo il preludio a un processo di radicale reimmaginazione ancora in divenire, del quale l’australiano Thomas Meadowcroft (*1972) giunge ora a configurarsi come un promettente esponente.

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