Elsewhere, 2018
contemporary classical, minimalism

Sono sempre più convinto che il minimalismo non sia definibile come uno stile o una facile etichetta: è anzitutto forma mentis e per diretta conseguenza modus operandi, atti a ridefinire il tempo dell’esistenza e dell’arte viste come entità indissolubili. È questo aspetto a rendere tanto ricca una musica essenziale come quella del pianista e compositore bretone Melaine Dalibert, che nell’arco di un anno ha infatti trovato dimora presso due etichette indipendenti d’altro profilo: l’inglese Another Timbre (Ressac, 2017) e ora la neonata Elsewhere a cura di Yuko Zama – produttrice e designer da sempre coinvolta nei progetti della statunitense Erstwhile, diretta dal compagno Jon Abbey. L’artwork di questo secondo numero di catalogo è a firma di David Sylvian, estimatore dell’avanguardia radicale da esse rappresentata, e cui ormai afferisce lui stesso nei suoi sporadici progetti musicali.
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