Ariha Brass Quartet – s/t

Al Maslakh, 2016
free improvisation, avant-jazz

cover drawing by Mazen Kerbaj

Chi ha seguìto da vicino gli sviluppi della free impro negli ultimi (almeno) due decenni sa bene che il ruolo, anzi il suono, l’essenza stessa dello strumento a fiato è stata rimessa del tutto in discussione: in Europa come oltreoceano si è fatta piazza pulita delle tanto ingombranti quanto seminali e indiscusse eredità del jazz tout-court e si è scelto, in molti casi, di approcciare lo strumento quasi come farebbe un uomo primitivo, o un bambino ben poco avveduto della sfera musicale.

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Jürg Frey – l’âme est sans retenue I

Erstwhile, 2017
sound art, reductionism

(ENGLISH TEXT BELOW)

I classici secondo Erstwhile: da emblema delle improvvisazioni più radicali, lo scorso anno l’etichetta di Jon Abbey ha dato l’avvio alla sua prima serie antologica dedicata alla composizione contemporanea. Un sentiero già solcato in maniera esaustiva dalla decennale Another Timbre, alimentata dal cultore Simon Reynell, ma che nel formato in dischi multipli della label americana sembra assumere un’ancor maggiore ufficialità.

Significativo che i primi autori rappresentati e tributati dalla sigla ErstClass appartengano entrambi al collettivo internazionale Wandelweiser: i “composers of quiet” (Alex Ross), dediti all’esplorazione di forme sonore pure e prossime al silenzio, sono alcune delle figure più coraggiose e radicali della musica sperimentale contemporanea, oggi finalmente e meritatamente emerse dall’ombra grazie al contributo di queste label indipendenti.

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