Delay / Aarset – Singles

Room40, 2022
dark ambient, post-industrial


(ENGLISH TEXT BELOW)

Avete mai provato ad ascoltare il suono di un cubetto di ghiaccio che si scioglie? Poggiato su una sostanza liquida, tra le pareti di un bicchiere di vetro, il suo sibilo somiglia al grido di una creatura microscopica in punto di morte, mentre invisibili proiettili d’aria la trafiggono da ogni parte. Occorrerebbe moltiplicare e magnificare questo esperimento in misura esponenziale per comprendere l’agonia dei continenti polari in graduale dissolvimento sotto la spinta del surriscaldamento globale, riversati negli oceani che ben presto potrebbero tornare a inghiottire le terre emerse e lavare via l’umanità al pari di un novello diluvio universale.

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Vladislav Delay – Rakka

Cosmo Rhythmatic, 2020
noise, avant-techno, post-industrial

(ENGLISH TEXT BELOW)

Le recenti performance dal vivo – un ritorno sulla scena a lungo atteso – lasciavano intendere che l’approccio di Sasu Ripatti alla materia elettronica avesse subìto un radicale stravolgimento, per non dire una tabula rasa di ciò che lo pseudonimo Vladislav Delay aveva sinora rappresentato con assoluta coerenza e stoicismo.
È già significativo, a suo modo, il passaggio dal prestigio settoriale della (fu) raster-noton o dell’autoproduzione alla Cosmo Rhythmatic da cui, in progetti collaterali separati, sono passati anche i due comprimari e connazionali Pan Sonic. In questo caso, però, la pubblicazione è in solo formato digitale, elemento che sottolinea la riflessione del sound artist finlandese in merito al cambiamento climatico, tema che in questi suoi anni di parziale stasi artistica si è reso sempre più pressante e palese – a maggior ragione sul territorio scandinavo. Sotto i ghiacci disciolti dal surriscaldamento globale, evidentemente, non rimane che l’aguzza e inospitale nudità delle rocce artiche (Rakka).

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