Autechre – SIGN

Warp, 2020
idm

(ENGLISH TEXT BELOW)

Nella sfera Autechre molto è affidato al caos, pressoché nulla al caso. E se ora, più che mai, Rob Brown e Sean Booth agiscono in un dominio puramente estetico anziché musicale, tracciando le fitte e inestricabili coordinate dell’elettronica futura, occorre soffermarsi anche sul mutamento degli artwork associati alle loro produzioni. È un aspetto tanto evidente quanto, a mio parere, cruciale per una sommaria decodifica delle ultime fasi di un percorso artistico che si è intenzionalmente reso sempre più criptico e autoriferito.

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Vladislav Delay – Rakka

Cosmo Rhythmatic, 2020
noise, avant-techno, post-industrial


(ENGLISH TEXT BELOW)

Le recenti performance dal vivo – un ritorno sulla scena a lungo atteso – lasciavano intendere che l’approccio di Sasu Ripatti alla materia elettronica avesse subìto un radicale stravolgimento, per non dire una tabula rasa di ciò che lo pseudonimo Vladislav Delay aveva sinora rappresentato con assoluta coerenza e stoicismo.
È già significativo, a suo modo, il passaggio dal prestigio settoriale della (fu) raster-noton o dell’autoproduzione alla Cosmo Rhythmatic da cui, in progetti collaterali separati, sono passati anche i due comprimari e connazionali Pan Sonic. In questo caso, però, la pubblicazione è in solo formato digitale, elemento che sottolinea la riflessione del sound artist finlandese in merito al cambiamento climatico, tema che in questi suoi anni di parziale stasi artistica si è reso sempre più pressante e palese – a maggior ragione sul territorio scandinavo. Sotto i ghiacci disciolti dal surriscaldamento globale, evidentemente, non rimane che l’aguzza e inospitale nudità delle rocce artiche (Rakka).

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