Delay / Aarset – Singles

Room40, 2022
dark ambient, post-industrial


(ENGLISH TEXT BELOW)

Avete mai provato ad ascoltare il suono di un cubetto di ghiaccio che si scioglie? Poggiato su una sostanza liquida, tra le pareti di un bicchiere di vetro, il suo sibilo somiglia al grido di una creatura microscopica in punto di morte, mentre invisibili proiettili d’aria la trafiggono da ogni parte. Occorrerebbe moltiplicare e magnificare questo esperimento in misura esponenziale per comprendere l’agonia dei continenti polari in graduale dissolvimento sotto la spinta del surriscaldamento globale, riversati negli oceani che ben presto potrebbero tornare a inghiottire le terre emerse e lavare via l’umanità al pari di un novello diluvio universale.

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Arve Henriksen – The Height of the Reeds

Rune Grammofon, 2018
modern classical


Che Arve Henriksen stesse tornando a imporsi come una delle voci più distintive della musica contemporanea lo si poteva comprendere dalla quantità di progetti nei quali è stato coinvolto in questi ultimi anni, divisi tra label d’assoluto prestigio come ECM, ACT e la connazionale Rune Grammofon. Ma The Height of the Reeds non è soltanto un album singolare e inaspettato: è il tipo di progetto che si spera di incontrare almeno una volta all’anno, capace di distogliere improvvisamente l’attenzione da tutto il resto e di assorbirti completamente.
Ciò accade, in molti casi, quando esso sfugge alle classificazioni, lasciandoci entrare in un mondo interiore che non potevamo conoscere, e che per effetto di una seduzione istantanea ci trattiene fino all’ultimo nel suo intenso dominio sensoriale.

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