Andy Stott – Never the Right Time

Modern Love, 2021
abstract UK bass

(ENGLISH TEXT BELOW)

Almeno per quanto riguarda il formato album si può certamente dire che, già da diverso tempo, Andy Stott si fosse estraniato dalle forme tipiche dell’elettronica ballabile, allontanandosi simbolicamente dal club ben prima che la crisi pandemica ci obbligasse tutti a fare altrettanto. È a partire dai grezzi inserti strumentali di Faith in Strangers (2014) che il producer britannico ha dimostrato di nutrire ambizioni compositive che si estendono ben al di là del battito sotterraneo della vita notturna, e che intendono piuttosto indagare l’interiorità per mezzo di soluzioni stilistiche oblique e ibridanti, talvolta addirittura prive di una netta struttura ritmica.

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[V.A.] Kankyo Ongaku: Japanese Ambient, Environmental & New Age Music 1980-1990

Light in the Attic, 2019
ambient/electronic, new age


Conoscendo anche sommariamente i tratti culturali del Giappone, chiunque potrebbe immaginare che il concetto di “musica ambientale” abbia avuto origine nel Sol Levante, di comune accordo con le filosofie zen e le pratiche meditative che ne sono parte integrante. Nel corso del Novecento si è certamente generato un gioco di rimbalzi, un interscambio favorito dagli interessi di John Cage e dal crescente desiderio dei musicisti occidentali – dall’utopia minimalista della Dream House ad Alvin Lucier – di trovare nuove e più ampie dimensioni temporali entro le quali indagare le fenomenologie del suono ed esprimere la propria interiorità.

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