LAMIEE. / Dròlo Ensemble – The Deafening Moment of the Whistle After the Noise

Shhpuma, 2022
chamber music, free impro


(ENGLISH TEXT BELOW)

Anzitutto lo spaesamento, l’ingresso nel luogo sconosciuto e inconoscibile che l’ingegno musicale dovrebbe sempre preparare. Di lì a poco, la netta sensazione che si stia compiendo di fronte a noi qualcosa di determinante, ancorché inspiegabile: è la travagliata conquista di un’armonia altra, fors’anche sgraziata eppure vibrante, magari del tutto illusoria, di certo prossima a collassare su sé stessa. Le sue voci, ora tremule, ora dirompenti, parlano le lingue inconsulte di una Babele panica che preesiste alla significazione, cercando solamente un primo contatto tentativo con il loro prossimo. L’unico intento dichiarato: dare vita a un suono privo di radici, connubio estraneo di elementi discreti non più del tutto familiari.


Non c’è modo di razionalizzare in forme convincenti un progetto come quello del doppio ensemble LAMIEE. / Dròlo, ideato dal giovane compositore e performer Nicholas Remondino assieme ad altri dieci strumentisti di prevalente nazionalità italiana, tra cui la collaboratrice di lungo corso Andrea Silvia Giordano (con lui nel duo OTONN). Una così manifesta padronanza della poetica spontanea, di pari passo con la sua eterogenea messa in pratica, non potevano che tradursi in un consapevole enigma, un coacervo di cul-de-sac aurali che non conducono all’altrove ma scelgono piuttosto di incarnarlo nela loro sfuggente apparenza.

Felice confusione, dunque, tra le selve di fischianti ipertoni e trilli ornitologici – floridi sembianti di un ecosistema sonoro primordiale –, così come negli accumuli di tensione febbrile in cui l’acciottolìo delle percussioni diviene pressoché indistinguibile dai puntillistici colpi di chiave dei fiati. Feedback e nastri magnetici si infiltrano nelle trame acustiche ricercando una possibile simbiosi, arrivando a permeare alcuni take come fondali divisi tra fredda monocromia e improvvise fitte di irrequietezza tessiturale.

Se si dovesse indicare con precisione il carattere dominante di quest’opera, risulterebbe difficile scegliere tra il lamento e il canto mistico, conciliare la docilità espressiva di certi episodi con gli squarci rivelatori che a tratti si affacciano tra di essi. Fortunatamente la musica sa percorrere strade assai distanti dall’intendimento del pensiero e della parola, trascendendo in maniera flagrante ogni concetto o immagine che ci ostiniamo ad attribuirle.
The Deafening Moment of the Whistle After the Noise risiede, seppure in via intrinsecamente provvisoria, nel regno della pura percezione, e con ciò non ammette – purtroppo per i precedenti paragrafi – altra modalità di ascolto che quella acritica, totalmente disposta ad accogliere (o perlomeno intravedere) la nuda, ineffabile essenza dell’accadimento sonoro.


Personnel: Nicholas Remondino / feedback, cymbals, prepared bass drum, synth, drums, objects, tapes, saw, prepared piano, sampler, voice; Andrea Silvia Giordano / organetto, flute, melodica, accordion, pump organ; Christian Thoma / oboe, english horn, bass clarinet; Martin Mayes / french horn, alphorn; Mariasole De Pascali / flutes; Ambra Chiara Michelangeli / viola; Michele Anelli / double bass; Pietro Elia Barcellona / double bass; Cosimo Fiaschi / soprano saxophone; Andrea Dellapiana / tapes; Roger Arntzen / double bass (track 8)


First of all the disorientation, the entry into the unknown and unknowable place that musical ingenuity should always prepare. Shortly thereafter, the distinct feeling that something decisive, albeit inexplicable, is taking place in front of us: it’s the arduous conquest of an other harmony, maybe graceless yet vibrant, perhaps completely illusory, surely about to collapse unto itself. Its voices, now tremulous, now disruptive, speak the rash languages of a panic Babel that pre-exists signification, seeking only a tentative first contact with their neighbor. The only stated intent: to give life to a sound without roots, an extraneous combination of discrete elements that are no longer entirely familiar.

There’s no way to convincingly rationalize a project like the one by the double ensemble LAMIEE. / Dròlo, conceived by young composer and performer Nicholas Remondino together with ten other instrumentalists of predominantly Italian nationality, including long-time collaborator Andrea Silvia Giordano (with him in the duo OTONN). Such a manifest mastery of spontaneous poetics, combined with its heterogeneous implementation, could only translate into a self-aware enigma, a jumble of aural cul-de-sacs that don’t lead to the elsewhere but rather choose to embody it in their own elusive appearance.

There’s a joyful confusion, then, among the wildernesses of whistling overtones and ornithological trills – the florid semblants of a primordial sonic ecosystem –, as well as in the accumulations of feverish tension in which the clatter of percussion becomes almost indistinguishable from the pointillistic key strokes of the reeds. Feedback and magnetic tapes infiltrate the acoustic textures looking for a possible symbiosis, managing to permeate some takes as backdrops divided between cold monochromy and sudden surges of textural restlessness.

If one were to indicate precisely the dominant character of this work, it would be hard to choose between lament and mystical song, to reconcile the expressive docility of certain episodes with the revealing breaches that sometimes open up between them. Fortunately, music knows how to follow paths very distant from the understanding of thought and word, flagrantly transcending any concept or image that we insist on attributing to it.
The Deafening Moment of the Whistle After the Noise resides, albeit in an intrinsically provisional way, in the realm of pure perception, and therefore does not allow – alas for the previous paragraphs – any other mode of listening than the acritical one, totally prepared to accept (or at least glimpse) the bare, ineffable essence of the sound phenomenon.

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